C’è una promettente new wave di giovani directors che non smette di stupirmi. A modo loro, grazie all’animazione, riescono a tradurre efficacemente in immagini concetti universali. Vi segnalo stavolta il genio di Ben Hibon, ed in particolare un suo cortometraggio, “Parasite” ove – ricorrendo alla metafora dell’amore clandestino ed impossibile tra un gatto ed un topo – racconta in modo crudo ed inequivocabile la difficoltà di essere diversi nella nostra società.
Qui altre sue opere, tra cui la mitica Full Moon Safari caratterizzata dalla forte tricromia rosso-nero-bianco, prediletta da Hibon.
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