Marketing Park

Una boccata d'aria pura nel sempre più fumoso e caotico mondo del Marketing! Dal 2006.

La dura legge del goal!

Il “coaching” (termine squisitamente sportivo ma efficace nel descrivere il ruolo) era prassi delle grandi organizzazioni internazionali, ma solo da pochi anni sta diffondendosi anche in Italia e persino in realtà medio-piccole, quelle cioè culturalmente più ostili a qualsiasi cambiamento, ma certamente le più bisognose di nuove aperture mentali. La crescente ed aggressiva concorrenza dei mercati esteri nei confronti del Made in Italy impone una svolta in tema di qualità delle risorse umane già interne alle aziende.
Formazione ed aggiornamento delle competenze sono step essenziali (anche se comportano costi) per mantenere alta non solo la competitività, ma anche la fidelizzazione degli addetti. Il coach misura e valuta quotidianamente i progressi delle persone, le alimenta, le ascolta, le accompagna in una nuova visione aziendale.
Termini come brainstorming e briefing diventano sempre più comuni anche tra quelli che, trovandosi nella cosidetta “base” della piramide, raramente venivano coinvolti nella mission, seppur corresponsabili nel gioco della squadra, al fine di far segnare il “goal” sperato.
Il team building impegna figure specializzate ma, durante il training, risultano sempre più efficaci anche le “incursioni” di eterogenee professionalità ed esperienze: quindi non solo esperti in comunicazione, vendita, sociologia, ma addirittura personaggi vincenti dello showbiz e della cultura.
Di recente ho fatto accenno su questo blog ad una delle tecniche più applicate in ambito aziendale (e non solo) per incrementare la creatività degli individui.

Lateral Thinking
“Non puoi scavare una buca in un punto diverso del terreno scavando sempre più a fondo la medesima buca”. Lo afferma Edward De Bono, noto esperto del pensiero creativo e fondatore del Lateral Thinking (Pensiero Laterale). In sintesi: nella vita come nel lavoro occorre deviare continuamente nel pensiero, uscire dagli schemi, guardare al problema da molteplici punti di vista, spostandosi dal percorso del pensiero lineare-logico-consequenziale per scegliere scorciatoie (ecco cosa si intende per “laterale”) che possono portare a soluzioni imprevedibili.
De Bono insegna, attraverso i suoi libri ed i suoi seminari, che la creatività può essere alimentata e rinnovata grazie alle tecniche del Pensiero Laterale.
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