Marketing Park

Una boccata d'aria pura nel sempre più fumoso e caotico mondo del Marketing! Dal 2006.

Questa televisione abbaglia!

Caspita, con gli abbagli non si scherza. Si rischia di sbandare, di prendere lucciole per lanterne, di andare a sbattere, e se si sbatte ci si fa pure male.

Regola n° 1 – porre una barriera tra sè ed il mezzo tv: fisica, come gli occhiali da sole o, meglio, psicologica.

Da molto tempo, una parte importante degli italiani non si sente rappresentata nè considerata dai palinsesti televisivi, soprattutto da quelli della tv pubblica che, a fronte di un canone obbligatorio, offre uno “spettacolo” desolante (di oggi un articolo impietoso di Aldo Grasso sulle recenti vicende Rai (qui), altre volte carente (es. le poche partite acquistate per i Mondiali 2006), oppure “deficiente”, come lo definì una (apparentemente) incompresa Franca Ciampi.

Esattamente un anno fa, Andrea Sparvoli (lieto di essere ospitato anche da questo blog), in un suo (come sempre) acutissimo e lucido editoriale, esprimeva rammarico e preoccupazione per questa tv allo sbando, e senza minimamente immaginare quello che sarebbe venuto fuori 12 mesi dopo perchè al peggio, si sa, non c’è mai limite.

Di recente ho visto cose che voi umani…

  • L’inquietante “dj della notte” che sussurra ai più giovani tutto lo schifo della società moderna. Suggerimenti per il tempo libero o raccomandazioni per non abbandonare la dritta via? Da interpretare.
  • Esaltazione (leggasi promozione) della chirurgia estetica a tutte le ore, per non farsi scappare alcun target di telespettatrice. Bisogna essere corazzate tanto per non farsi venire i complessi dinanzi a cotanta perfezione. Resistere al fascino del taglia e cuci diventa un’impresa. Quante ci riescono?
  • Salottini e talk show messi su solo per promuovere al ruolo di opinionisti e v.i.p. sconosciuti che faranno la fortuna di qualche impresario di nani e ballerine.

L’elenco degli orrori comincia a diventar lungo.
La vita reale mi aspetta.
Aria fresca.

(sound consigliato durante la lettura di questo post: Snoop Dogg/J. Timberlake – Signs)

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Archiviato in:TV

2 Responses

  1. Simone Favaro ha detto:

    Sono d’accordo con Gianluca Nicoletti (melog) sul fatto che lo sdegno/schifo verso i palinsesti televisivi sia spesso un atteggiamento snob e radical-chic, più che un reale dissenso. E’ un po’ la sindrome da “anche io sono come Enrico Ghezzi”. Con questo non me ne tiro fuori, anzi. Mi diverto anche io a fare lo snob verso la televisione. Lo faccio sempre consapevolmente. Credo, invece, che molti lo facciano perchè “ci sono” 🙂

  2. Titti Zingone ha detto:

    Ciao Simone. In effetti, col dissenso molti ci hanno costruito carriere di opinionisti e critici tv.Altra cosa è il disagio di chi (mi riferisco alle vecchie generazioni, fino a chi è stato bambino negli anni ’70 come me) ha conosciuto un’altra televisione, soprattutto pubblica.

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