Marketing Park

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Cosa nasce prima: il sondaggio o il testimonial?

Uno degli strumenti più usati ed abusati dagli esperti di comunicazione (siano essi al servizio di aziende, partiti politici o altro) è il sondaggio.
Quotidianamente abbiamo notizia di ricerche di mercato o di opinione riguardo i temi più disparati ed improbabili, i cui risultati vengono puntualmente diffusi dai media, in una sorta di tam-tam impazzito.

Esistono sondaggi ad hoc, stagionali (meglio il pandoro o il panettone, la piscina o la spiaggia?) ed altri solo apparentemente inutili (qual’è la diva più sexy? Chi ha il più bel fondoschena? E la chioma più fluente?), ma che invece hanno un loro perchè in quanto rappresentano un tassello, uno step fondamentale all’interno di una ben precisa strategia comunicativa.

Vi sarà capitato di notare, oggi come anche in passato, che il cosiddetto “vincitore” del rilevamento di turno guarda caso diventasse pure (nel giro di poco tempo) testimonial di prodotti affini al sondaggio stesso, salvo scoprire che il committente dell’indagine demoscopica era la stessa azienda produttrice.

Giusto per fare un esempio recente, cito il caso della top list delle “labbra più belle dello showbiz”. Ebbene, pochi giorni dopo la pubblicazione di questo elenco di star, ecco la vincitrice (per l’esattezza una delle attrici hollywoodiane attualmente più ambite) diventare la donna-immagine della nuova campagna pubblicitaria di una nota marca di lipgloss. Un dubbio si pone: la diva in questione avrà firmato il suo contratto milionario prima dell’inchiesta o dopo, sull’onda cioè della “vittoria”?

Potere del marketing! Proprio come per la vecchia questione dell’uovo e della gallina, nasce prima il sondaggio o il testimonial?

Technorati

Filed under: comunicazione, Marketing, sondaggio, testimonial

Quando la comunicazione aziendale è al passo coi tempi

Per brand “storici” si intendono quelli presenti da decenni sul mercato, ed in questi casi non si può certo parlare di fortuna bensì di capacità imprenditoriale, attenta ai mutamenti della società e delle esigenze del consumatore. Trattasi di aziende che, talvolta, si sono distinte anche per la qualità/quantità degli investimenti pubblicitari, perchè consapevoli dell’importanza di comunicare innanzitutto valori prima ancora che le peculiarità dei loro prodotti.

Un esempio italiano di successo è rappresentato da Riso Gallo, un’azienda che quest’anno festeggia i 150 anni dalla fondazione. Alla Riso Gallo dicono:
“La comunicazione ha sempre svolto un ruolo importantissimo per l’azienda perché consente di far sapere al mondo chi siamo, cosa facciamo, perché lo facciamo, con quali uomini, con quali mezzi, con quali materie prime.L’obiettivo che ci si pone è di far sapere che produciamo degli ottimi risi, invitando i consumatori a provarli. Chiaramente il modo di farlo è cambiato nel tempo, di pari passo con l’evoluzione degli usi, dei costumi, della società e dei mezzi di comunicazione.” (fonte: il sito ufficiale).

Chi come me è stato bambino negli anni ’70 ricorderà sicuramente gli spot in bianco-nero del simpatico gallo trasmessi da Carosello. Nel tempo l’animale simbolo dell’azienda ha subito vari restyling, affinchè la sua immagine risultasse sempre attuale e, grazie alle più innovative e sofisticate tecniche di animazione, anche gli spot che lo vedevano protagonista si sono via via evoluti. Un reale specchio dei tempi! In tre immagini (a lato) è riassunto l’intero percorso comunicativo di Riso Gallo: gli anni ’60, gli anni ’90 (quando debuttavano le prime animazioni 3D, alla Toys Story, per intenderci) ed infine quella attuale, ancor più simpatica e “fresca”.
Per i nostalgici consiglio una visita qui per “gustare” tutti i video degli spot di ieri e di oggi.

Filed under: aziende, brand, Carosello, comunicazione, pubblicità, Riso Gallo, spot, Toys Story

Pubblicità (del) Progresso


Faccio innanzitutto una premessa.
Si ha progresso anche quando:

si smette di speculare sui beni di prima necessità
si applicano prezzi equi e motivati
si pratica reale (e leale) concorrenza
si ha il coraggio di applicare tutte le regole sopra citate

Detto ciò, sottopongo alla vostra attenzione (qualora vi fosse sfuggita all’epoca) una bella ed efficace pubblicità realizzata un paio di anni fa da Pirella-Lowe per Coop.
La campagna in questione promuoveva il lancio del latte in polvere per neonati a marchio Coop, nato per contrastare il dominio (ed i prezzi) delle multinazionali del settore alimenti per l’infanzia. Infatti il suo costo (10 Euro al Kg.) scatenò anche non poche discussioni, ma molte famiglie italiane ancora ringraziano!

Filed under: Coop, Pirella-Lowe, pubblicità

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