Marketing Park

Una boccata d'aria pura nel sempre più fumoso e caotico mondo del Marketing! Dal 2006.

Pubblicità non sempre fa rima con dignità. Purtroppo.

Leggevo di questo seminario: “I nuovi trend della comunicazione: la rappresentazione della donna e dell’uomo nella pubblicità” , che si tiene proprio oggi a Palermo, e da qui a fare un parallelismo reminiscenziale con quanto accadeva nei “minimali” anni ’90 è bastato davvero poco.
Di quel periodo restano indelebili le immagini bianco-nero delle campagne pubblicitarie di un noto stilista americano, all’epoca molto seguito anche in Italia. Minimali erano pure i protagonisti, giovani ed ancora sconosciuti modelli e, soprattutto, modelle ridotte all’osso (nel vero senso del termine) tant’è che negli States (e non solo lì), si gridò allo scandalo perchè quei cartelloni non pubblicizzavano solo jeans ma potevano veicolare l’immagine distorta di un’adolescenza autolesionista, promuovendo pericolosamente (ed in modo neanche troppo velato) l’anoressia. La magrezza eccessiva, si sa, è storicamente (e non a torto) associata ad uno stato di salute precario, alla malattia oppure al disagio psichico che sfocia nei disturbi alimentari. Esaltarla, renderla protagonista in campagne di beni di consumo giovanile è sintomo di società allo sbando, ove i valori fondamentali ed il rispetto della persona non sono condizioni importanti. Quanto è cambiato da allora? Forse nulla.
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Archiviato in:comunicazione, pubblicità

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