Marketing Park

Una boccata d'aria pura nel sempre più fumoso e caotico mondo del Marketing! Dal 2006.

Quando il Web 2.0 diventa un’occasione persa

Il mondo dei blog e, più in generale, il web, sono la testimonianza reale di una democrazia senza confini. Forse l’UNICA vera testimonianza di libertà di espressione alla portata di tutti i comuni cittadini. Non si ha notizia di analoghi potenti strumenti di comunicazione globale ed immediata (forse le radiofrequenze amatoriali?) nella storia dell’umanità.

Infinitamente grata al fato che mi ha concesso di vivere in quest’epoca straordinaria e piena di incredibili opportunità, ho sempre evitato di fare cattivo uso (o meglio, stupido uso) di quello che la tecnologia mi metteva, di volta in volta, a disposizione: il mio primo pc (negli early ’80), l’amatissimo impianto CB, poi il modem 2400 baud che mi consentiva un utile interscambio con BBS e SysOp prima e con Internet dopo, la prima casella di “posta elettronica” (chi la chiama più così?), etc.
In tutto questo “comunicare” ci ho sempre messo la faccia, cioè nome+cognome, senza nomignoli di fantasia, assumendomi la responsabilità delle mie parole. Tutt’oggi, ovunque mi capita di lasciare traccia del mio passaggio, amo affrontare costruttivamente e a viso aperto blogger, moderatori, discussioni e riflessioni.

Purtroppo in tanti non la pensano così ed ovunque -liste di discussione, blog, siti più o meno noti- abbondano alias di ogni tipo, ai quali molti ricorrono (persino webmaster) per pudore del loro alter ego.
Mi fa tanta tristezza quando mi imbatto in risposte piccate, stizzite, talvolta solo monosillabi (unica occasione, per qualcuno, di esserci), cattiverie gratuite, commenti anonimi o firmati da improbabili pseudonimi e generati da sentimenti negativi verso il prossimo prima ancora che dalla stupidità.
Dialogo addio?
Peccato davvero.

Technorati

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Archiviato in:2.0, anonimato, BBS, blog, comunicazione, web

2 Responses

  1. Simone Favaro ha detto:

    Quanto è vero quello che scrivi, Titti. Anche io ho sperimentato dagli anni 80 ad oggi le diverse forme di tecnologia e ho notato che la famosa netiquette è man mano scemata verso un vago ricordo, quasi mitologico. E’ il problema della diffusione di massa in modo irrazionale e del costante appiattimento della cultura che avviene inevitabilmente verso il basso. Più un bene è diffuso e più il suo utilizzo diventa banale, scorretto e fuori luogo con la logica (di vago sapore sessantottino): “E’ mio e me lo gestisco io”. Il comportamento poi è contagioso. Sono trattato male e tratto male. Gli altri ne abusano, perchè io no?Succede che non esiste più contatto e confronto, la disponibbilità ad accettare le idee altrui (questo in realtà è un fenomeno ormai globale on e off line). Nelle community trovi una somma di persone che stanno lì solo perchè non possono non esserci. Non hanno un reale interesse, ci sono perché ci sono gli altri. Scrivono perchè scrivono gli altri. Chattano perchè hanno sentito dire che si cucca di più.Sono cresciuto con l’idea che se le cose le sai, le dici; se non le sai o non ne parli o accetti di essere “corretto”. Sempre più in rete si sta trasferendo l’idea della fonte certificata e inopinabile. Esiste un X% di persone che può sparare fuori tutto quello che vuole vendendolo per VERO. Se provi a contraddirli, motivatamente, ti becchi dell’ignorante. Come mia nonna dice “è vero perchè l’ha detto la tele”, in rete ti dicono “è vero perchè l’ha detto Macchianera o Beppe Grillo”. Con questo non ne faccio una colpa a Grillo o a Gianluca Neri. C’è l’incapacità diffusa da parte di chi usufruisce dello strumento di porsi dubbi e di avere la voglia di capire se è realmente così.La rete è uno strumento unico nel suo genere. Ha la possibilità di abattere gap sociali, culturali e geografici. In realtà si sta adattando ad un modello che è l’immagine riflessa della società. Purtroppo non può non essere così, visto che gli utenti e le persone coincidono.Rispetto a come l’abbiamo vissuta tu ed io, la rete è cambiata perchè è cambiato il profilo medio dell’utente. Un tempo era l’innovatore ad usufruirne, con un livello culturale medio alto. Oggi l’utente è il consumatore medio, lo stesso che un tempo si sparava le 4-5 ore al giorno di Televione. Lo stesso che si riteneva un politologo perchè guardava Porta a Porta.

  2. MarketingPark ha detto:

    Ciao Simone. Dal tuo punto di vista hai ribadito la mia riflessione, hai dichiarato di pensarla più o meno come me. Potevi anche non essere d’accordo, portare le tue ragioni e non ne avrei fatto un dramma. Il mio post (spontaneo) è dovuto all’ennesimo episodio di web-maleducazione che mi ha colpita di recente a causa di un innocente “misunderstood”.Ho notato che talvolta frequentiamo i medesimi siti e non ti sarà difficile capire…Quando affermi: “Esiste un X% di persone che può sparare fuori tutto quello che vuole vendendolo per VERO”, trattasi di un fenomeno che è ampiamente abusato nella blogosfera. Confido sempre (online e offline)in una sana selezione naturale!A prestoTZ

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