Marketing Park

Una boccata d'aria pura nel sempre più fumoso e caotico mondo del Marketing! Dal 2006.

Distonie

Nell’era di Internet l’informazione corre veloce. Nei disclaimer certe insidie potrebbero rallentarla. Ecco cosa accade.
Sempre più sovente mi imbatto in siti (aziendali, commerciali e non) che nel legal notice fanno ben presente che è vietato il linking, cioè linkarli, senza previa richiesta di autorizzazione. Inoltre, non vengono nemmeno elencate o ammesse eccezioni al divieto. Questo tipo di restrizione rende di fatto farraginosa l’attività di chi produce e diffonde informazione scritta in Rete (giornalisti, recensori, agenzie di stampa, opinionisti vari) che, talvolta, oltre che citare il nome di un sito (per il quale non occorre linkarlo, basta scriverne solo il dominio tipo MarketingPark.it) necessita pure di indicare al lettore il percorso diretto alla fonte della notizia che spesso è rappresentata proprio da una pagina o un documento interno, dotato il più delle volte di un indirizzo lungo ed alfanumerico – antiestetico ed iddigitabile – da racchiudere brevemente in un più che opportuno collegamento ipertestuale.
Posso invece comprendere i divieti quando bisogna tutelare il copyright, la proprietà intellettuale cioè di immagini, testi e logotipi.
Certe scelte estreme però sembrano dettate dall’ignoranza delle dinamiche della comunicazione che, da quanto ho potuto constatare, tocca molti operatori sia della Old che della cosiddetta New Economy.
Le contraddizioni, in alcuni casi poi, non finiscono qui. Che senso ha mettere a disposizione cartelle stampa e comunicati “ready to download” se poi chi dovrà recensire (parlo sempre di informazione online) il prodotto o l’azienda potrà liberamente farlo ma nel contempo dovrà anche accuratamente evitare i link, pena chissà che cosa?

Da comunicatrice ho imparato da subito che il lavoro dei professionisti dell’informazione va agevolato il più possibile in quanto spesso dispongono di tempi strettissimi per chiudere un articolo o un qualsivoglia testo. Di certo sta che obbligarli in dispendiose (in termini di tempo) richieste – e conseguenti attese – di autorizzazioni varie potrebbe indurli a desistere dallo scrivere di noi, invogliandoli a rivolgere altrove le loro preziose “attenzioni”.

Aggiornamento del 29/09/2006
In data odierna ho sottoposto i miei dubbi anche ai “colleghi” di
Mlist. Per chi volesse seguire la discussione può farlo qui.

Technorati

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Archiviato in:comunicazione

7 Responses

  1. Anonymous ha detto:

    Ciao :-)Io non ci ho mai fatto caso anche se avrei potuto pensarci… Anche perchè ora che ci penso nel mio blog ho citato ogni tanto qualche azienda.Non è per caso potresti segnalarmi via email alcuni esempi? Immagino che per ovvi motivi tu non possa inserirli qui ehehehGrazie mille

  2. Pier Luca ha detto:

    Il “ready to use” pronto per tutte le occasioni e rischia spesso di non andare bene per nessuna. I limiti alle capacità di comunicazione [sia interna che esterna] sono cosa nota. Coraggio, avremo di che vivere ancora pewr lungo tempo.Un abbraccio.Pier Luca Santoro

  3. MarketingPark ha detto:

    Purtroppo talvolta i disclaimer vengono redatti da chi probabilmente non capisce nulla di comunicazione (es. uffici legali, amministrazione), ma quel che è peggio è la mancanza di coordinazione con chi all’interno di un’azienda dovrebbe supervisionare riga per riga tutto quello che si rivolge al mondo esterno. Ho risposto in privato a Lafra che mi chiedeva qualche esempio di sito web che VIETA il linking. Tra questi c’è pure una delle più celebri agenzie pubblicitarie italiane, cioè chi di comunicazione vive!!!!

  4. Anonymous ha detto:

    Confermo e ammetto che inizialmente sono rimasta sorpresa quando ho letto quel nome ma poi ho pensato che è normale, insomma nelle aziende così grandi ci sono le solite difficoltà di comunicazione e ognuno pensa sempre al proprio orticello… per questo preferisco lavorare nella piccola (dove i problemi di comunicazione ci sono lo stesso ma almeno nei sei cosciente e partecipe eheheh)

  5. Pier Luca ha detto:

    ……….vogliamo il nome dell’agenzia!Un abbraccio.Pier Luca Santoro

  6. scriptavolant ha detto:

    presto tutto ciò sarà superato. tracciare eventuali link e prendere provvedimenti per tetelare non si sa bene coss è come cercar di fermare lo scambio di dati peer 2 peerpersonalmente i disclaimer non li leggo nemmeno. sarà una poszione troppo anarchica per essere difesa in un contesto aziendale ma qualora dovessi mai incotrare difficoltà cercherei di far capire che il link è il sale della rivouzione del worl wide web. che piaccia o no,Come estrema ratio rimuovo il link. Il problema è la questione del permission quoting è stato fino ad oggi insegnato come un carattere della netiquette. La cosa può essere valida eper un link ad una foto, per ragioni tecniche di economia di banda. Ma è prevedibile ed auspicabile che tutto ciò venga superato con la crescita della rete, che è e deve essere la più libera possibile.

  7. AAA Copywriter ha detto:

    Evviva Creative Coommons! :DAlex

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