Marketing Park

Una boccata d'aria pura nel sempre più fumoso e caotico mondo del Marketing! Dal 2006.

Product placement…verbale

Da sempre “scruto” con grande interesse ed attenzione le tante forme (anche subliminali) di promozione di un marchio e/o un prodotto.
Tra queste, un posto d’onore spetta al cosiddetto product placement. Per chi ancora non avesse idea a cosa mi sto riferendo, segnalo due articoli (qui e qui) abbastanza esplicativi.

Da spettatrice, ho colto delle “evoluzioni” del fenomeno. In alcune pellicole il prodotto neanche appare, ma viene semplicemente citato dai protagonisti.
Eccone un esempio recente.

Nel finale del film Snakes on a Plane (un thriller ambientato “ad alta quota”, ove dei serpenti seminano morte e terrore tra i passeggeri ed il personale di un aereo della South Pacific Airlines) i superstiti si ritrovano a dover far atterrare il velivolo rimasto senza piloti. Il protagonista, l’attore Samuel L. Jackson, incarica per la delicata operazione uno dei passeggeri che aveva dichiarato di conoscere alla perfezione il funzionamento di strumentazione ed operazioni varie. In corso di procedura emerge che l’improvvisato pilota doveva la sua esperienza esclusivamente ad un videogioco, un simulatore di volo! Panico generale, suspence, poi l’atterraggio senza problemi.
A questo punto, tra la felicità generale (happy end di grande impatto emotivo e liberatorio, un momento clou tra quelli privilegiati dagli esperti del product placement) Jackson esclama: “Che sia lodata la Playstation, sempre!”.

Nei telefilm della serie C.S.I. Las Vegas, invece, si è andati addirittura oltre il product placement verbale, perchè tra i vari esempi “pro” (a favore cioè di un brand) ho potuto riscontrarne, per la prima volta, anche di…“contro”.

  • Pro
    In più episodi, ho notato che i medici legali dello staff di Grissom (il carismatico protagonista della serie) nell’elencare i dettagli diella vittima femminile di turno (al fine di tracciarne profilo, status sociale ed abitudini) precisavano che al momento del delitto: “Ella indossava lingerie raffinata, costosa, marchio La Perla”.
  • Contro
    Grissom, riferendosi al profumo indossato da un pregiudicato (quindi personaggio assolutamente negativo) diceva di lui: “Puzzava di X…… di Y…. K….!”.
    Per ovvi motivi ho dovuto omettere il nome della fragranza e del suo celebre stilista.

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Archiviato in:comunicazione

8 Responses

  1. DyD ha detto:

    Nel film “Snakes on a Plane” ci sono anche altri product placement come puoi vedere qui:www.filmindustries.it/blogpp/2006/09/28/snake-on-a-plane-san-pellegrino/…Complimenti per il blog.SalutiDyDDaniele

  2. MarketingPark ha detto:

    Thanks!Ho dedicato il post solo ad alcune citazioni verbali di prodotti/marchi. Per la totale completezza dell’informazione probabilmente avrei dovuto scrivere per giorni :-)Ciao

  3. Luca ha detto:

    In quella puntata di CSI l’intimo La Perla era la chiave della soluzione del caso perché indossato da madre e figlia come status, ma la battuta più bella la fa il medico legale che dice a Grissom:” questo è intimo la perla una volta ne ho regalato uno a mia moglie e ha pensato che avessi l’amante!”Il PP verbale è molto efficace proprio perché fa entrare il brand nella storia con molta naturalezza.

  4. MarketingPark ha detto:

    …e tu Luca ne sai “qualcosa” :-)Ciao

  5. Luca ha detto:

    prendo spunto dal tuo post.Questo il mio posthttp://www.filmindustries.it/blogpp/2006/10/12/snakes-on-a-plane-play-station/Qui lo spezzone su youtubettp://www.youtube.com/watch?v=sAKLxHM5SmU

  6. MarketingPark ha detto:

    Bravi gli autori che hanno saputo contestualizzare il prodotto in modo assolutamente insospettabile.Resta inteso che il termine “product placement verbale” è un mio personale…neologismo per definire una sfumatura del fenomeno. O esisteva già?CiaoTZ

  7. Luca ha detto:

    Il pp si divide in 3 grandi gruppi:VisualScriptPlotLe battute rientrano nel Plot Placement cioè una interazione prodotto storia a livello di scrittura delle singole scene.Faccio un paio di esempi:VISUAL: il camion della coca cola che passa in un scena, solo esposizione del marchio senza risvolti nella storia.SCRIPT: e il caso di questo posizionamento il prodotto viene citato e in qualche modo interagisce in una o piu scene.PLOT:il prodotto/ brand è protagonista di tutto o una parte del film, Cast away-fed ex per intenderci o il reggiseno in CSI.Il product placement verbale è sempre esistino nel 1959 Tony Curtis finge di essere il signor Shell in A qualcuno piace caldo di Billy Wilder per far colpo su Marilyn Monroe ma il ogo non si vede nel film.

  8. Dyd ha detto:

    Oppure il sig. Levis Strauss (M.J.Fox) di “Ritorno al futuro”…l’ho visto l’altro giorno 🙂

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