Marketing Park

Una boccata d'aria pura nel sempre più fumoso e caotico mondo del Marketing! Dal 2006.

Asincronie

Quando un’azienda lancia un nuovo prodotto/servizio/promozione – o rinnova la sua comunicazione istituzionale – essa vive uno dei momenti più delicati della sua storia, perchè maggiormente esposta e quindi più vulnerabile agli attacchi dei suoi detrattori e concorrenti.

Per questa ragione, soprattutto prima di imbarcarsi in nuove campagne stampa/tv (che raggiungono la massa), andrebbero evitati errori di comunicazione e verificate anche funzionalità, attualità ed aggiornamento di tutti gli altri canali del communication/promotion mix: eventuali siti web, packaging, claim etc. per evitare sfasamenti.
Mi spiego: se nell’ultimo spot dell’aranciata X si fa riferimento ad un nuovo concorso al quale si può partecipare anche via Internet (e nello spot in questione appare pure l’indirizzo ufficiale) ma, una volta collegati scopriamo che il sito non è stato ancora aggiornato con la promozione pubblicizzata in radio e tv ormai da giorni (quindi risulta di fatto impossibile partecipare), cosa penseremo di quel brand?
Purtroppo i “disallineamenti” di cui sopra sono molto più frequenti di quanto si possa immaginare (quasi sempre a discapito del canale web) ed ogni anno sono tanti i prodotti ed i marchi celebri che ne sono pessimi protagonisti.
Ne discutemmo, lo scorso Luglio anche su IMLOG .
A stupire è il fatto che, talvolta, vengono investiti grossi budget (pensate solo a cosa costa oggi trasmettere uno spot in un qualsivoglia canale tv nazionale) eppure sia all’interno che all’esterno dell’azienda può celarsi qualche “orbo” capace di incenerire con molto poco la più nobile delle iniziative.

Nei giorni scorsi è partita la nuova campagna/tormentone di una società di servizi telefonici d’informazione elenchi abbonati, che vede protagonisti due loquaci gemelli con baffi e caschetto neri.
Nel frattempo, il sito ufficiale propone ancora gli “indimenticabili” ballerini biondi della campagna di due anni fa ed un’area “comunicati stampa” ferma a Febbraio 2006!
E pensare che proprio il Direttore Marketing della società in questione ha recentemente dichiarato: “Dietro questa campagna c’è un lavoro di 6 mesi passati a definire la strategia da adottare: aspettiamo gli esiti di questo primo flight che consideriamo di test per pensare ad eventuali evoluzioni”.

Un consiglio: mentre aspettate, giusto per ingannare il tempo, provate ad aggiornare pure il resto!

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Archiviato in:comunicazione

6 Responses

  1. Nicola Mattina ha detto:

    Beh, ma l’azienda in questione si rivolge agli analfabeti informatici e ai tordi che spendono dei soldi per avere delle informazioni disponibili gratuitamente…Comunque io, invece di disallineamente, parlerei esplicitamente di incompetenza e cretinismo aziendale 🙂

  2. ] marcomkc [ ha detto:

    Concordo perfettamente… fino a quando il web sarà affidato agli informatici e fino a quando i manager non impareranno a masticare questo linguaggio ci saranno sempre degli arrosti misti come questo.

  3. Carlo Odello ha detto:

    Comunque anche Acqua Panna era caduta nello stesso errore: ricevo la cartella stampa con invito a visitare una sezione speciale del website, vado e non trovo niente. Poi torno, ma dopo parecchio, e trovo la sezione. Ne avevo parlato sul blog e per correttezza ho poi aggiornato il post. Però l’effetto comico e che molti arrivavano al mio blog citando il nome della promozione che non era ancora online e quindi invisibile ai motori di ricerca.

  4. marketingpark ha detto:

    Da un po’ di tempo ho notato che esiste un anomalo dualismo: da un lato le aziende che in fatto di comunicazione buttano letteralmente soldi (anzi, capitali) dalla finestra, con i risultati descritti nel mio post; altre che lesinano (affidando ruoli/competenze chiave a stagisti o invocando solo azioni no-cost che mortificano i comunicatori seri) o che non investono più. A Brescia mi è capitato di avere conversazioni surreali con imprenditori convinti che bastano le brochure ed uno stuolo di commerciali per fare business.Contenti loro…

  5. Simone Favaro ha detto:

    Titti, di imprenditori convinti che la comunicazione sia fatta solo di brochure ce ne sono a miliano… quantificando potrei affermare il 75% dell’imprenditoria italiana (e forse rimango basso con le stime). Questi imprenditori sono gli stessi che creano il disallineamento del marketing mix di cui accennavi nel tuo post. Sono gli stessi che non capiscono che le azioni vanni tempificate in modo corretto. “Ma intanto facciamo questo” – ti vegono a dire – “poi facciamo quell’altro. Preferisco una cosa incompleta oggi e arrivare sul mercato che una completa e perfetta domani ma arrivare tardi”. A questo rispondo semplicemente con un “Se coinvolgeste noi comunicatori nel processo di business, probabilmente non ci prenderemo all’ultimo per comunicare le cose. Se pianificaste invece di vivere alla giornata, probabilmente lavoreremo tutti meglio”

  6. AAA Copywriter ha detto:

    …E quante aziende sono falite per l’eccesiva richiesta dei loro prodotti a fronte di una distribuione insufficente rispetto alla pubblicità? ;)Alex

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