Marketing Park

Una boccata d'aria pura nel sempre più fumoso e caotico mondo del Marketing! Dal 2006.

Meglio tardi che…

Uno dei quesiti più ricorrenti degli ultimi giorni, rimbalzato tra blog più o meno noti, è stato: “Spiega a qualcuno, che non ne ha mai sentito parlare, cosa sono i blog e fallo in non più di 2000 battute”.
Ho resistito alla provocazione poi, forse perchè stremata da una settimana impegnativa su più fronti, ho deciso di cedere.
Non darò la “mia” definizione di blog, ma “una” definizione che andrà ad aggiungersi a quelle finora raccolte nel meme.
Inconsciamente lo avevo già fatto proprio su MarketingPark, alcuni giorni fa, tra i commenti ad un post.
Per molti il blog rappesenta anche un “ammortizzatore socio-esistenziale”. Ho considerato quella parte di individui che non lo usa cioè nè a scopo professionale, politico o commerciale bensì per veicolarci energie che non riesce a spendere altrimenti. Mi capita talvolta di leggere in giro arzigogoli degni di un potenziale serial-killer. Se certe personalità decisamente complesse (definiamole pure così) andassero di più in giro anzichè spendere ore in scrittura, sarebbe meglio o peggio?
Non oso pensarci…
Chissà se a suo tempo un tal Signor Bilancia avesse avuto un blog…
Probabilmente le cose sarebbero andate diversamente.
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Archiviato in:blogger, definizione, meme

3 Responses

  1. Roberto ha detto:

    In questo caso direi che i blog sono utili anche per dare spazio alle energie di molte persone, che se andassero più in giro, magari potrebbero creare danni. Penso comunque che come in altre cose, anche nel blog ci siano lati positivi e negativi, dipende sempre dalla persona. Dico sempre che la rete Internet non è mai stata Buona o Cattiva, è semplicemente come vogliamo che sia, come il mondo reale, solo con strumenti nuovi e diversi, ma dipende sempre dalle persone che l’hanno creata e la sviluppano ogni giorno.Ma chi è quel signor Bilancia di cui parli? 😉

  2. MarketingPark ha detto:

    Il numero di definizioni giunte al “meme” rende un’idea di come viene visto e vissuto – da più angolazioni – lo strumento blog. Esso, come la Rete tutta, è un microcosmo speculare della vita offline, con medesime deviazioni, talvolta.Mi riferivo al Sig. Bilancia Donato, serial killer italiano.In psicanalisi è ben nota la peculiarità terapeutica e catartica della scrittura, ove tanti sublimano istinti ed intenti lesionistici e non solo.

  3. Ilaria ha detto:

    Sono proprio d’accordo con te. Io non sarei comunque una serial killer, però il blog lo vedo semplicemente come un posto in cui scrivo pensieri che non ho sempre la possibilità di dire a qualcuno. Non m’importa neanche particolarmente di essere letta. Sono energie in più da “scaricare”.Ciao,Ilaria 🙂

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