Marketing Park

Una boccata d'aria pura nel sempre più fumoso e caotico mondo del Marketing! Dal 2006.

Akira è tra noi

Premessa

Nel film di animazione Akira (1988) si ipotizzava un’evoluzione della specie umana, una sorta di individuo trasformato in energia pura e dai poteri illimitati realizzato a scopi militari nei laboratori di Tokio, un progetto iniziato alla vigilia della 3° Guerra Mondiale e proseguito anche dopo la distruzione della città.

L’esperimento prevedeva l’inserimento dell’energia di un uomo in un’ameba (cioè un organismo unicellulare) e il tutto iniettato nelle cavie umane selezionate. Le forme di vita unicellulari però non hanno la coscienza di progredire ma solo un istinto di sopravvivenza che può spingerle a distruggere tutto ciò che si trovano di fronte. Per meglio rendere l’idea della mostruosità della cosa riporto uno dei dialoghi cruciali tra alcuni dei personaggi del manga:

“Ma chi diavolo è questo Akira?” chiede Kaneda. Kaori risponde che tutto quello che sa è quello che le hanno detto: “Akira ha raggiunto l’energia pura […] Un essere umano, lo sai bene, persegue tanti progetti nell’arco di una vita intera, giusto? Come lo scoprire le cose, il costruire oggetti, come una casa o un’automobile e ponti e città. Da dove pensi che provenga tutto questo potenziale di energia? Dopotutto l’uomo discende direttamente dalla scimmia, giusto? E prima ancora dagli insetti e dai pesci e prima di questi dal plancton e dall’ameba unicellulare. Se ci pensi bene, ogni forma vivente è dotata di una sua fonte di energia. Io intendo parlare della forza vitale che esiste, perfino nella molecola dell’acqua e dell’atmosfera, e perfino nella polvere dello spazio. Se tutto questo si è evoluto, allora deve aver trattenuto una qualche memoria al suo interno che potrbbe farci risalire fino a prima che iniziasse il tempo. […] Forse tutto ciò che oggi esiste possiede questa memoria. Ma se l’ordine delle cose fosse stato stravolto, se nel corso di un esperimento fosse stato trasfuso su un’ameba il potere di un essere umano? […] Le amebe non sono in grado di costruire moto o bombe atomiche, ma tendono a divorare tutto ciò che incontrano sulla loro strada […]. All’inizio alcuni uomini cercarono di sfruttare quelle menti su richiesta del Consiglio esecutivo, ma fallirono e la distruzione di Tokyo fu allora inevitabile. Ma questa volta quell’energia pura sarà nostra.”

La metafora

Il progetto Akira è però sostanzialmente un fallimento. Un organismo semplice non può artificiosamente contenere un’energia non sua, non prevista dalla natura.

Certi disastri sono riscontrabili anche quando, sempre forzatamente, si caricano persone inadatte ed incapaci di poteri decisionali o le stesse vengono poste ai vertici di istituzioni, aziende o organizzazioni importanti per l’economia di una nazione.

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Archiviato in:akira, aziende, economia, istituzioni, manga, metafore, potere

8 Responses

  1. giuliana ha detto:

    bellissima metafora, per una grande verità. la domanda, però, che mi sorge spontanea, è: come si fa a capire quando una persona non è quella giusta, prima che il disastro sia compiuto, quando le scelte sono effettuate in buona fede? (sempre ammesso che si contempli la categoria della buona fede)

  2. MarketingPark ha detto:

    Nel caso di certi manager della p.a. o di grandi realtà aziendali (di quelli che provocano 1 miliardo di Euro di perdite l’anno, per intenderci), come si fa a parlare di buona fede…Nel settore privato pure si registrano casi di nepotismo deleterio però almeno lì può sempre intervenire tempestivamente un consiglio di amministrazione appena si scorgono i primi danni.

  3. GrazieMamma ha detto:

    Scrivo qui per informarti che ho appena riaperto graziemamma.blogspot.com con una grafica completamente rinnovata. Facci un giro e vedi se ti piace! 🙂

  4. giuliana ha detto:

    visione ottimistica, oserei dire: mai sopravvalutare la miopia di certi consigli d’amministrazione. soprattutto perchè l’atteggiamento è in generale del tipo “pecunia non olet”, e allora magari non ci saranno perdite a 9 zeri in un anno, ma si costruiscono buone possibilità di distruggere tutto in due

  5. Simone Favaro ha detto:

    Nel nostro sistema economico non vige la meritocrazia tout court, bensì la oligarco-socioeconomico-meritograzia. Ovvero: vali perchè, in qualche modo, sei nella posizione economica e sociale che ti colloca in un contesto da cui io, azienda, posso trarre benefici di breve periodo. Concordo con Giuliana: mai sottovalutare la miopia dei CdA. In questi anni, l’unica coerenza che ho osservato in questo sistema è che puoi fare tutti i danni di questa terra, mandare in rovina famiglie ma, se ti muovi nei giusti ambienti, trovi sempre qualcuno disposto a mantenerti.

  6. MarketingPark ha detto:

    @ Simone: bentornato!”Meritograzia” è da segnare.P.S.A quando un nuovo post sul tuo blog?

  7. Simone Favaro ha detto:

    In realtà ne ho pubblicati due questa mattina, anche se li ho scritti ieri sera 🙂

  8. Zack ha detto:

    Che bello! Non mi ricordavo più di quel film..Ok dai, stasera me lo riguardo per l’ennesima volta.*Non c’azzecca nulla, ma una delle cose che mi aveva colpito di più allora -e pure adesso- era la colonna sonora, registrata “live”.

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