Marketing Park

Una boccata d'aria pura nel sempre più fumoso e caotico mondo del Marketing! Dal 2006.

Il mattino ha l’oro in bocca!

Un proverbio caro agli antichi esortava a fare buon uso delle ore mattutine perchè cariche di buona energia.
Dopo un sonno ristoratore, infatti, si hanno le idee più chiare, l’ideale insomma per prendere le decisioni migliori.
Talvolta il caso ci dà pure un aiutino. Stamattina il “caso” aveva addirittura un nome: Wind!
Un sms recapitato alle ore 9.39 ad uno dei cellulari di famiglia (l’unico, per fortuna, “votato” a quel gestore) recita:
“Gentile Cliente, dal 01/05 il suo piano tariffario Wind 10 diventerà Wind 12. Per info sulle nuove condizioni chiami il 158”.
Vale la pena ricordare la recalcitranza di Wind ad eliminare i costi di ricarica, i timori non infondati delle varie associazioni di consumatori per un rischio di aggravio delle tariffe da parte dei gestori al fine di “recuperare” i mancati introiti causati dall’applicazione del Decreto Bersani, nonchè precisare cosa cambia in termini di costi questo forzato cambio di piano tariffario comunicatoci stamane.
Il piano Wind 10 prevedeva: un addebito alla risposta di 15 centesimi, 10 centesimi al minuto (con tariffazione a scatti ogni 30 secondi) verso tutti i numeri nazionali fissi e mobili, costo per sms inviato 10 centesimi.
Il piano Wind 12 (e qui davvero “nomina sunt consequentia rerum”) invece prevederà: addebito alla risposta di 16 centesimi, 12 centesimi al minuto (con tariffazione a scatti ogni 30 secondi) verso tutti numeri nazionali fissi e mobili, costo per sms inviato 12 centesimi.
Facendo due banalissimi conti, una telefonata di 1 minuto prima costava 25 centesimi, oggi 28.
Con questo sistema, dei 2 Euro di costi risparmiati dagli utenti su una ricarica da 10 Euro (se utilizzata solo per traffico voce) ne vanno in fumo ben 1,20.
La perdita di Wind causata dal decreto viene limitata a soli 0,80 centesimi.
I consumatori invece hanno ben poco da festeggiare.
Noi però non subiremo supìni.
Domattina, sempre per tener fede ai consigli dei vecchi saggi, ci recheremo alla concorrenza per usufruire della number portability e sottoscrivere un piano stavolta scelto da noi.
Nel frattempo al trio di comici, alle prese con intenti canterini, spetterà l’arduo compito di contrastare a suon di battute l’ennesima iniziativa autolesionista del loro datore di lavoro.
Ci riusciranno?

Technorati Decreto Bersani

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Archiviato in:Decreto Bersani, telefonia

6 Responses

  1. Wally ha detto:

    La mossa di Wind è decisamente ineccepibile dal suo punto di vista.La Wind 10 era la tariffa presente di default su tutte le SIM di nuova attivazione. Sono convinto che una buona parte degli utilizzatori di quel piano tariffario potesse tranquillamente trovare più conveniente il piano alternativo di Wind: quello senza scatto alla risposta (SempreLight prima, Senza Scatto poi). Vuoi per ignoranza sull’esistenza di quel piano o per effettiva convenienza della Wind 10 su telefonate di lunga durata, credo che una buona parte non abbia mai pensato a cambiare. Quindi con questa mossa decisamente autoritaria, Wind apparentemente può incrementare i ricavi con poca fatica. Peccato che il suo cliente medio è uno che è stato attirato dalla convenienza delle tariffe: è facile immaginare che molti ti imiteranno.Personalmente resto fedele alla Senza Scatto Old, la più conveniente rispetto a tutti i piani tariffari che non prevedono scatti alla risposta. Al contrario, la Senza Scatto New è battuta da almeno una tariffa della concorrenza. So quello che farò se o quando Wind deciderà di rimodularmi.

  2. MarketingPark ha detto:

    La questione qui è puramente di principio. Le forzature non mi piacciono anche se 3 cent in più non cambiano la mia esistenza. A due settimane dall’applicazione del d.l. la cosa è irritante oltre che essere una pessima mossa di marketing.

  3. Carlo Odello ha detto:

    Non facciamone una questione di lana caprina: MarketingPark ha ragione, va difeso il principio. Se devo pagare, decido cosa. E se vogliamo dirla tutta è dell’altro giorno un messaggio, simile a quello sovietico sul cellulare di MarketingPark: a metà aprile, se non vado errato, per ogni connessione GPRS si paga il traffico e lo scatto alla risposta. Gli altri non sono meglio, ma Wind, già dotata di scarsi mezzi tecnici perché il segnale è sempre pessimo, ora mi sembra dotata anche di scarsi mezzi di marketing e commerciali. Appena riesco dirò al simpatico trio: bye bye.

  4. Pier Luca Santoro ha detto:

    Cara Titti,Come dicevo a Wally, non è questa l’unica mossa distintiva di Wind che successivamente alla recente cessione si sta caratterizzando ancorpiù per comportamenti scorretti. Il call center Wind di S.San Giovanni [in cui lavora un mio amico che mi fornisce info di prima mano] è stato allocato ad una società terza che ha un capitale sociale di 10.000 euro. Ti lascio immaginare il prosieguo della vicenda.Un abbraccio.Pier Luca Santoro

  5. Wally ha detto:

    Non è solo una questione di principio. La rimodulazione prevede un aumento dei costi dell’ordine del 20%. Come ho scritto precedentemente, Wind ha sempre perseguito una politica di prezzo (sebbene ultimamente non l’abbia considerata il suo punto di forza). Credo che il nuovo management pagherà le conseguenze di questa nuova strategia, qualunque essa sia.PS: la modifica unilaterale delle tariffe è prevista dalla carta dei servizi, sebbene Wind non abbia mai attuato una rimodulazione di questo livello.

  6. MarketingPark ha detto:

    Sono fondamentalmente d’accordo con tutti. L’errore di marketing di Wind sta nei tempi oltre che nei modi. Proverò allora a fare ipotesi di “fantamarketing”.Fossi stata io la responsabile in questione incaricata di dover attuare un piano strategico (al fine di contenere le perdite a seguito dell’applicazione del d.l.), poichè di tale riforma se ne discuteva già a fine 2006 mi sarei preparata per tempo.In Italia, per tradizione, gli aumenti delle tariffe relative ad utenze e servizi, nonchè bolli, tasse e balzelli di varia natura, scattano di solito il 1° Gennaio.Ormai non ci si fa neanche più caso, “indeboliti” come siamo dai bagordi natalizi.Quello poteva essere un buon momento per introdurre il nuovo piano tariffario con applicazione coatta, ed in pochi avrebbero collegato la mossa al d.l. ancora in discussione e che nessuno osava sperare di vederlo applicato. Con ben 3 mesi di anticipo avrei fatto doppio raccolto: i centesimi in più previsti dal nuovo piano + gli Euro di costi di ricarica ancora in vigore.Poi, sazia di tanta abbondanza, avrei eliminato i costi di ricarica non un giorno prima (come fatto da 3 e Vodafone) ma addirittura una settimana prima e con idonea campagna di comunicazione. L’operazione “simpatia” non avrebbe avuto rivali, altro che il trio, divenuto nel frattempo aria fritta.

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