Marketing Park

Una boccata d'aria pura nel sempre più fumoso e caotico mondo del Marketing! Dal 2006.

La Teoria del gatto

Anni fa, dopo la prima lettura di un libro di Diritto Privato ed uno di Diritto Internazionale, provai a fare un elenco delle sezioni (per argomento) che mi erano subito entrate in testa, delle quali cioè potevo già disquisire in caso di “interrogazione”. Stranamente avevano tutte a che vedere con la tutela dei beni, segno che – quando un argomento ci tocca da vicino dal punto di vista pratico (pecunia) – le nostre risorse intellettive si attivano tutte!
Bene? No, male. Perchè di un contesto specifico bisogna apprendere tutti gli aspetti che ne fanno parte, anche quelli che apparentemente non ci riguardano.

Adoro i gatti. Ne ho sempre avuti e chi come me ne ha portato almeno uno in casa sa che hanno un atteggiamento “standard” appena introdotti nel nuovo habitat. In genere, all’arrivo, gli si fa trovare una ciotola di cibo (serve a rompere gli indugi coi nuovi “padroni”), un posticino accogliente (cuccetta o altro) ove riposare e gli si mostra dov’è la lettiera. Il gatto in pochi istanti apprende subito come e dove soddisfare i suoi bisogni primari ma ciò non gli basta. Intraprende immediatamente un tour della casa seguendo accuratamente il perimetro dell’abitazione (per capire entro quali confini vivrà), per poi annusare con cautela anche tutto ciò che vi è dentro (mobili, oggetti, persone etc.).
Solo una volta appurata la natura del luogo è in grado di potersi muovere con disinvoltura perchè sente di avere tutta la situazione sotto controllo.

Anch’io, appena arrivata in un’azienda avevo cura di chiedere subito una “guida” che nel mio primo giorno di lavoro mi illustrasse tutti i processi aziendali e le persone addette ai vari compiti. Questo mi consentiva di farmi subito un’idea di quali fossero le risorse a cui rivolgermi e di estrapolare “valori” sui quali lavorare (fondamentali per la Comunicazione).

In tempi recenti ho seguito il training di 25 neoassunti (dal responsabile alle cassiere, fino alla security, per intenderci) di un negozio monomarca di imminente apertura. Nonostante il mio intervento fosse previsto al 3° giorno (per quanto concerneva Comunicazione e Marketing), non volli perdermi le altre sessioni (8 ore in aula x 5 giorni), al fine di comprendere le personalità dei ragazzi ed intravvederne potenzialità o lacune perfettibili, come mi fu caldamente raccomandato dal Direttore Commerciale.
In quella settimana di teoria pura (alla quale seguì una settimana di pratica in 2 dei punti vendita della catena) si esplorarono tutte le problematiche del negozio, dalla sicurezza al posizionamento dei prodotti, dalla contabilità al risparmio energetico, nonchè l’aspetto del personale e l’atteggiamento verso le varie tipologie di cliente etc.
All’apprendimento della vastità di argomenti si appassionarono tutti. La Direzione, infatti, intendeva in quel modo responsabilizzare e sensibilizzare all’intera vita del negozio anche quelli addetti a talune mansioni specifiche (come magazzino o casse), solitamente esclusi da tutto ciò che accade nel perimetro di vendita. Quando nella settimana successiva furono introdotti in negozio per la pratica sul campo, essi erano in grado di muoversi con un’autonomia del 90%, sebbene seguiti costantemente da colleghi già esperti.

Technorati

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Archiviato in:Azienda, comunicazione, formazione, metafore, teorie

One Response

  1. AAA Copywriter ha detto:

    Le cose come andrebbero fatte SEMPRE!Alex

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