Marketing Park

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Non ci sono più i testimonial di una volta

Ho ripescato nel mio “archivio storico” di scarpe queste Diadora datate 1981 (peraltro ben conservate), un esclusivo modello in pelle griffate Björn Borg che hanno accompagnato egregiamente la mia adolescenza. Replica di quelle indossate dal campione di tennis, sono state complici nei suoi indimenticabili duelli contro McEnroe.
Vale la pena ricordare che il mito svedese era nel contempo testimonial della Fila (che per lui creò la celebre polo a righine verticali) nonchè volto della campagna di lancio di Vivident, ovvero i primi chewing gum senza zucchero della storia.
Quell’uomo lì poteva davvero vendere qualunque cosa, grazie ad un carisma che difficilmente ho potuto riscontrare successivamente in uno sportivo.

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Archiviato in:Bjorn Borg, testimonial

6 Responses

  1. AAA Copywriter ha detto:

    No ho mai considerato una buona strategia commerciale l’uso del testimne. Ma se parli di marca, il discorso è diverso.Alex

  2. Claudio Iacovelli ha detto:

    Se hai considerato la testimonianza di sportivi nei processi promocomunicazionali per il target italiano, probabilmente la tua riflessione é corretta.Non condividerei, però, la tua conclusione se parli del valore assoluto dei testimoni sportivi nelle campagne pubblicitarie internazionali.Negli Stati Uniti alcuni testimoni sono protagonisti sportivi leader in discipline famose come il basket, l’hockey, il baseball.Di solito chi investe nella loro immagine abbinandola alla promozione del proprio marchio (oppure alla pubblicità di propri prodotti) ottiene discreti ritorni, espressi da una maggiore affermazione del brand e da una migliore distribuzione commerciale della linea reclamizzata.Il successo di alcune iniziative é collegato all’insieme dei valori che sono riconosciuti al personaggio: secondo me, nei tempi attuali, la comunicazione é più complessa, e per colpire il pubblico bisogna ricorrere ad una campagna che parta da un personaggio e dal suo carisma, ma non sia limitata solo alla comunicazione di un abbinamento al marchio.Forse, oggi, anche Björn Borg non sarebbe bastato per impostare “semplici” campagne pubblicitarie.

  3. Leonardo de Nardis ha detto:

    Non ci credo, appena ho visto la foto ho fatto un salto indietro nel tempo, adoravo quelle scarpe, r la firma del re del tennis di quei tempi. Che bei ricordi.Grande!

  4. MarketingPark ha detto:

    @ Leonardo: hai visto come han tenuto bene negli anni?La qualità si ripaga da sola.Una curiosità: erano le preferite di George Michael. Le indossava nel video “Careless Whisper” e, credo, in qualche clip degli Wham!Il vintage “early ’80s” ogni tanto lo indosso ancora.CiaoTZ

  5. Leonardo de Nardis ha detto:

    incredibile, oggi le scarpe durano al max 3 anni, se si è molto scrupolosi nell’utilizzo. Poi di George Michael non ricordavo proprio, ma quanti anni hanno le tue scarpe, sai che avevo forse 10 anni quando me le comprarono e ricordo che piansi tantissimo quando i miei piedi cominciarono ad ingrandirsi e mia mamma le diede via.Sono molto invidioso delle tue Diadora.Ciauuuuuuu

  6. MarketingPark ha detto:

    @ Leonardo:come ho scritto nel post, le scarpe sono dell’81.Le comprai di 2 taglie più grandi (più piccole non c’erano) adattandole con le classiche solette. Assecondando una passione me le ritrovai anche crescendo ed oggi per vezzo le porto ancora nel tempo libero.

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