Marketing Park

Una boccata d'aria pura nel sempre più fumoso e caotico mondo del Marketing! Dal 2006.

I blog e le sfide impossibili

Fare giornalismo d’inchiesta.
Difficilmente un blogger potrà farsi carico dei costi che comporterebbe un certo modo di produrre informazione nonchè delle responsabilità derivanti dalla pubblicazione di materiale “scomodo” o compromettente. I giornalisti, invece, sono tutelati anche legalmente dall’editore e dalla testata per cui lavorano.

Garantire guadagni adeguati a chi diffonde idee innovative o produce contenuti di qualità.
I professionisti che affidano quotidianamente ai propri blog ipotesi, teorie e visioni sono tanti. Leggo molti contributi eccellenti (per ricerca e lavoro a monte dei testi) sui più disparati argomenti che, ahimè, non sfuggono neanche al furbo di turno – anch’egli addetto ai lavori – pronto a far man bassa di ciò che gli occorre: idee e suggerimenti preziosi, raccoglibili senza fatica e spendibili subito. Documenti, immagini e quant’altro presi senza permesso ed in barba a tutte le licenze ed alla decenza. Qualcuno alla fine ci avrà guadagnato qualcosa e, statene certi, non si tratta sempre del legittimo autore.

Diventare il migliore dei mondi possibili.
La blogosfera non è immune da vizi ed interessi. Sul suo terreno si giocano ogni giorno partite e giochini, si testano equilibri e relazioni, reputazioni e leadership presunte.
Eppure, senza padroni nè editori, in una landa così immensa e gratuita i coloni/blogger potrebbero davvero costruire un mondo ideale e giusto. Per ora non è così e gli idealisti della prima ora dovranno farsene una ragione.

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Archiviato in:blogosfera

4 Responses

  1. AAA Copywriter ha detto:

    C’e tanta gente pronta a collaborare, molti di più dei profittatori…Alex

  2. Pier Luca Santoro ha detto:

    Carissima Titti,Bell’articolo pieno di spunti.Certamente è difficile fare inchieste al massimo si possono fare delle desk research e/o approfondire dei contenuti già disponibili. Personalmente mi piace pensare di essere come il redattore di un articolo per un settimanale dove la notizia non è “fresca” [ammesso che tutte quelle dei quotidiani lo siano]ma viene approfondita e commentata. La “furbizia giornalistica” è un fenomeno italiano e si accomuna alle altre che ci caratterizzano. Basti vedere el pais o the guardian che quotidianamente linkano e segnalano blog indipendenti. Amo considerarmi uno di quelli della prima ora avendo iniziato a ottobre 2003. Amo pensare che sia interessante confrontarsi e che non esisterei se non ci fossero gli altri. Non mi piacciono i giochini neanche nella vita reale [motivo x il quale ho lasciato una “comoda” posizione in azienda] figurarsi nella blogosfera; li noto ma vado oltre.Forse era meglio se facevo un articolo piuttosto che un commento :-)Un abbraccio.Pier Luca Santoro

  3. MarketingPark ha detto:

    @ Alex:indubbiamente è così come dici, ma di recente mi capita sempre più spesso – “frequentando” i media maggiori – di imbattermi in articoli, programmi televisivi, servizi costruiti su idee o temi dei quali avevo già letto in Rete spulciando tra blog. Fare l’autore televisivo o il giornalista in un programma comporta creatività, ed essa in quei contesti viene abbondantemente retribuita…Lascio a te ulteriori considerazioni.@ Pier Luca:sono certa che presto leggerò sul tuo blog tutto quello che il mio post ti ha ispirato.Grazie per la sempre gradita visita, raga.

  4. Antonio LdF ha detto:

    Da una parte ci derubano, dall’altra ci organizzano in liste..Ma quando potremo fare solo il nostro?

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