Marketing Park

Una boccata d'aria pura nel sempre più fumoso e caotico mondo del Marketing! Dal 2006.

C’è spazio per l’etica nel Marketing?

Di recente un assiduo e giovane lettore di MarketingPark, “lurker” (come si è definito lui stesso) e fresco laureato in Scienze della Comunicazione, mi ha scritto:

[…] ho sempre vissuto con una visione del mondo rigorosamente “dal basso”, dalla parte della gente, dei lavoratori, dei disoccupati, dei consumatori…
Non so se è solo un problema mio ma ogni parola che leggo sul Barney sembra una parola pronunciata dai “cattivi”. Si magnificano le acquisizioni e il valore economico da esse generato…ed io penso ai licenziati causati da queste manovre finanziarie. Si parla della formazione continua del personale…ed io penso ai vergognosi contratti di formazione lavoro. Insomma, non voglio tirarla per le lunghe ma credo di aver dato idea del mio problema. Non vorrei ritrovarmi a fare qualcosa a cui non credo, ad aiutare gente che non merita di essere aiutata ma che anzi va combattuta. Non potrei mai curare il marketing della XxXxxxxx’x, della Xxxxxx o della Xxxx, sapendo ciò che hanno causato e che causeranno agli animali, agli uomini, al pianeta. La mia domanda è questa: c’è posto per gente come me nel mondo del marketing? C’è un’etica nel marketing, c’è gente che ha i miei stessi problemi? E cosa ha fatto? Ci convive? Li ha risolti? Ha fatto delle scelte per potersi adeguare senza rinunciare ai propri ideali? […]

La mia risposta non si è fatta attendere. Eccola:

“Il tuo sdegno è legittimo. Le cause di certi disastri socio-economici sono sotto gli occhi di tutti, però la democrazia ci consente per fortuna di parlarne e scriverne liberamente, di fare opinione. Il “word of mouth” si sta rivelando potente nell’economia di mercato, molte aziende “scorrette” ne stanno prendendo atto e dovranno adeguarsi per non morire. Mi sembra già tanto, rispetto solo a 2-3 anni fa, anche se molto si dovrà ancora fare.
Non sempre la vita consente di operare scelte, di selezionare l’azienda dove lavorare. Chi può è fortunato, e lo fa tenendo conto anche degli aspetti a cui fai accenno tu, e rinuncia se il lavoro non è in linea coi suoi principi. Il marketing è un processo aziendale fondamentale, imprescindibile. Ogni azienda ha una mission, che persegue come può. I criteri e l’etica dietro il raggiungimento di un obiettivo dipendono dalle persone che hanno potere decisionale all’interno della realtà imprenditoriale. In sede di colloquio l’azienda è già in grado di percepire le peculiarità di ogni candidato, per cui assumerà solo coloro che riterrà idonei (anche in base alla personalità) ad attuare piani e strategie come auspicato, riducendo al minimo il rischio di ostilità e conflitti. Raramente ho constatato inadeguatezze in tal senso: le persone giuste nel ruolo giusto. Personalmente, non ho mai dovuto fare i conti con la mia coscienza perchè le realtà in cui ho operato non mi hanno mai proposto azioni discutibili, sotto nessun profilo. Se ciò dovesse accadere in futuro, credo di essere abbastanza strutturata per poter affrontare costruttivamente una situazione del genere. Alla tua età mi sarebbe apparso tutto più complicato”.

E voi, come gli avreste risposto?

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Archiviato in:etica, Marketing, marketingpark

9 Responses

  1. Maurizio Goetz ha detto:

    io gli avrei risposto che bisogna lottare per diffondere la cultura di un marketing etico e più usabile, ne sono così convinto che è il titolo del mio blog

  2. Gabibbo ha detto:

    Io risponderei che quando spiego cos’è il marketing dico sempre che non c’è alcuna ragione per mentire al mercato, che alla lunga (ma anche alla meno lunga) comportarsi onestamente è più facile, meno costoso, meno foriero di insoddisfazione nel target di riferimento, che, insomma, essere onesti “paga”, e che quando dico queste cose ci credo.Ma poi, quando lavoro, mi accorgo quotidianamente che la tensione a spostare il confine “sempre un po’ più in là” si fa sentire.E a volte mi chiedo qual è il mio ruolo di singolo professionista e quale quello della mia azienda, e non sono sempre convinto del fatto che quella tensione non agisca sulla nostra percezione del giusto e dello sbagliato, non renda ogni tanto accettabili scelte di cui non siamo convinti fino in fondo…Non riguarda solo il marketing, beninteso, è il paradosso di tutti i professionisti della consulenza, a metà tra l’essere erogatori di pareri e partner di decisione, ed è un paradosso che, alla fine, ci lascia da soli con noi stessi…

  3. RadiconED ha detto:

    La domanda di fondo era :” c’è un’etica nel marketing?” . La risposta è no, non c’è. Il marketing è uno strumento, un insieme di tecniche attraverso le quali raggiungere uno o più fini. Questi fini possono essere più o meno etici, non lo strumento. Ma forse la domanda era semplicemente mal posta. Saluti

  4. MarketingPark ha detto:

    @ RadiconedDa Philip Kotler: * marketing: processo sociale e manageriale diretto a soddisfare bisogni ed esigenze attraverso processi di creazione e scambio di prodotto e valori. È l’ arte e la scienza di individuare, creare e fornire valore per soddisfare le esigenze di un mercato di riferimento, realizzando un profitto: delivery of satisfaction at a price. * marketing management: consiste nell’analizzare, programmare, realizzare e controllare progetti volti all’attuazione di scambi con mercati-obiettivo per realizzare obiettivi aziendali. Esso mira soprattutto ad adeguare l’offerta di prodotti o servizi ai bisogni e alle esigenze dei mercati obiettivo ed all’uso efficace delle tecniche di determinazione del prezzo, della comunicazione e della distribuzione per informare, motivare e servire il mercato.Talvolta basterebbe tener presente i cosiddetti “fondamentali”…

  5. radiconED ha detto:

    I quali “fondamentali” contraddirebbero quanto da me affermato ?

  6. MarketingPark ha detto:

    Lo strumento in sè è cosa buona, giusta ed indispensabile. Nelle pratiche di Marketing c’è spazio per l’etica? Se lo chiedeva un neolaureato. Come ha risposto Maurizio, sì! C’è spazio per un cambiamento di rotta, il mercato lo chiede a gran voce. Operare lentamente all’interno delle organizzazioni (“gutta cavat lapidem”, hai presente?) non è facile, perchè non è facile arrivarci (per i criteri adottati in fase di selezione a cui facevo accenno io nel post). La domanda comunque non dava adito a dubbi.

  7. radiconed ha detto:

    Bene. Le domande erano più di una, quella a cui mi riferivo io era: c’è un ‘etica nel marketing? Tu la trasformi in : c’è spazio per l’etica nelle pratiche di marketing? Risposta: dipende se ce la vuoi mettere l’etica, cioè dipende da quali fini etici vuoi perseguire attraverso l’uso degli strumenti di marketing.I quali, di per se, sono eticamente neutrali. Puoi fare dell’ottimo marketing al servizio di una azienda che fabbrica mine anti uomo con le quali si ammazzano bambini innocenti. Oppure puoi fare dell’ottimo marketing al servizio di una azienda che si occupi di migliorare la vita dei bambini colpiti dalle mine. Solo che nel primo caso stai facendo dell’ottimo marketing al servizio di aziende che hanno fini che non mi picciono, nel secondo mi piacciono di più. Il “mi piacciono” o “non mi piacciono” è un giudizio di valore, è una posizione etica (più o meno condivisibile). Lo strumento è di per sè neutrale, l’uso che ne fai no. Cari Saluti

  8. MarketingPark ha detto:

    Lo stesso dilemma (lavorare o no per aziende discutibili sotto vari aspetti) potrebbero porselo pure altre figure professionali: il contabile, la centralinista, il magazziniere etc.Purtroppo, come ho scritto, non sempre la vita consente scelte alternative. Ciao.

  9. AAA Copywriter ha detto:

    Io ne ho gia parlato a iosa sul mio blog (avrai certamente letto i post), facendo esempi di atteggiamenti ottusi e di iniziative individuali eccellenti e ben supportate dall aziende, anche quando si trattava di call center.Alex

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