Marketing Park

Una boccata d'aria pura nel sempre più fumoso e caotico mondo del Marketing! Dal 2006.

Urla tra sordi

Quando ci si rivolge a qualcuno (soprattutto se diametralmente opposto da sè), per cercare di instaurare CON SUCCESSO un dialogo, bisogna capire innanzitutto chi è l’interlocutore e che “lingua” parla (inteso soprattutto in senso metaforico), poi sforzarsi di usare inizialmente il suo stesso lessico. Ciò servirà a creare l’empatia che spianerà la strada verso uno scambio proficuo.
Questa regola base di comunicazione (tra umani e non, provare per credere anche con un animale domestico) non sembra molto diffusa, anche tra chi la comunicazione la crea e dovrebbe conoscerne meccanismi e tattiche psicologiche di approccio. Rimanere arroccati sui propri strumenti e linguaggi, fare sfoggio di tecnicismi ed ignorare puntualmente che “lì fuori” c’è un mondo culturalmente variegato è autolesionistico ed inutile.
Faccio questa riflessione ormai quotidianamente perchè quotidiani sono gli spunti provenienti dai media, dal mondo della politica e dell’informazione, ovvero da quelli che dovrebbero essere i leader della comunicazione. Siamo messi proprio bene…
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Archiviato in:comunicazione

7 Responses

  1. Pier Luca ha detto:

    Cara Titti,La diagnosi è semplice. Ignorano poichè ignoranti.Un abbraccio.Pier Luca Santoro

  2. Massimo ha detto:

    Concordo pienamente con quanto scritto. Però, si c’è un però! Mi occupo di comunicazione e mkt e mi ritengo una persona empatica di natura (anche se ho migliorato la mia propensione grazie agli studi). Mi piace ascoltare, ascolto molto, soprattutto in un confronto. Mentra ascolto, studio. Cerco di carpire e poi “trasformarmi” per esssere più vicino al mio interlocutore. Bene! Ma questo paga veramente? A volte, estremizzando, sembra quasi un voler scendere a compromessi. Cosa ne pensate?

  3. MarketingPark ha detto:

    @ Pier Luca:come al solito…i lacunosi di “fondamentali”.@ Massimo:che si tratti di comunicazione commerciale, politica o sociale non bisogna scendere a compromessi ma scendere al livello dell’interlocutore (nella fase iniziale), poi prenderlo “per mano” ed aiutarlo ad instradarsi sul nostro. Tutto qua. Empatia a parte (che può essere, come nel tuo caso, innata) comunicatori non ci si improvvisa, e nella categoria rientrano più individui e professionisti di quanto a volte possiamo immaginare.Ciao

  4. Massimo ha detto:

    Premetto che mi irritano le persone che usano termini difficili e tecnici. Lo ritengo una lacuna. L’esser semplici a volte è più difficile di quanto sembra. Comunque sia non le è mai capitato di non riuscire a comunicare con una persona seppure dopo enne “tentativi” di approccio. Io purtroppo sono in una posizione di svantaggio mentre scrivo. Dipendente VS “padrone”. Bisogna essere in due a non essere sordi. Questo è il compromesso che si deve a volte cercare, ovviamente secondo la mia non eccelsa opinione.Buona notteMassimo

  5. MarketingPark ha detto:

    @ Massimo:sbaglio o mi stavi dando del “lei”?Qua niente formalità, mi raccomando :-)Per quanto concerne la semplicità, la pratico ormai da anni http://marketingpark.blogspot.com/2007/01/simple-is-better.htmled anche nelle relazioni B2B, quando i tecnicismi potrebbero farla da padrone, cerco di immedesimarmi in chi leggerà.E’ questione di esercizio. Certo, quando i risultati tardano a causa della sordità altrui, il rischio – alla fine – è di lasciar perdere certe strategie.Ciao

  6. Massimo ha detto:

    TI ringrazio;-)Sante paroleMassimo

  7. MarketingPark ha detto:

    Grazie a te.A presto.

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