Marketing Park

Una boccata d'aria pura nel sempre più fumoso e caotico mondo del Marketing! Dal 2006.

Virtual insanity

Cosa pensa un lettore quando gli capita, sfogliando le pagine del suo magazine preferito, di guardare non una ma tante pubblicità di prodotti antietà?
L’offerta è ampia, le testimonial più o meno celebri (e più o meno credibili), i marchi di alta gamma (come i prezzi), tutti vantano molecole di ultima generazione, dichiarano anni di ricerca e test di laboratorio, promettono risultati visibili sin dalle prime applicazioni, i messaggi sono diretti ed accattivanti.
A questo punto, quale sarà l’elemento che orienterà la scelta e farà scattare l’acquisto?
I pubblicitari e le aziende vogliono saperlo, per “affilare le unghie”, per approntare cioè nuove strategie comunicative da attuare con le successive campagne stampa.
Come? Attraverso questionari e sondaggi da sottoporre al panel di riferimento, fatto proprio dalle lettrici e dai lettori dei magazine che ospitano a suon di milioni di Euro le loro pubblicità.
Nei giorni scorsi ho ricevuto via e-mail l’invito a partecipare ad uno di questi survey online e, ovviamente, non ho rifiutato. Ogni occasione è buona (e va colta) per capire strategie e meccanismi di Marketing in certi settori così competitivi.
Dopo un breve excursus delle più note campagne attualmente in corso, venivano poi richiesti giudizi su una campagna specifica (quella del committente): claim e suo posizionamento, packaging, evocazioni varie. A colpirmi in modo particolare però, è stata la schermata che ho riportato fedelmente nell’illustrazione di questo post, dalla quale ho eliminato solo il nome della testata nonchè marchio e nome del prodotto in esame. In base alla sola visione della pubblicità mi si chiedeva di esprimere opinioni che avrebbero potuto avere un perchè, un valido fondamento solo dopo settimane di utilizzo regolare dell’antiage in questione.
E’ come se vi invitassero a bere un bicchiere di vino su Second Life e ad elencarne, dopo l’assaggio virtuale, pure le qualità, il profumo ed il gusto.
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Archiviato in:comunicazione, Marketing, sondaggio

6 Responses

  1. Enrico ha detto:

    Se ci pensi è davvero una cosa da morire dal ridere… il confine tar reale e virtuale sta crollando nella testa dei marketer.. troppo tempo passato su Second Life ?

  2. MarketingPark ha detto:

    Io non credo che tutto ciò sia da considerarsi normale.Volendo pensar male, chissà che utilizzo faranno delle risposte del sondaggio. Migliaia di lettrici che dichiarano a occhi chiusi l’efficacia di un prodotto…Ci pensi?

  3. Antonio LdF ha detto:

    A parte che per me quelle affermazioni hanno tutte lo stesso significato..io credo che al dilà dell’assurdità, ci sta una tentata misurazione della decodifica dei target.Forse mi sbaglio, ma non li voglio fare tanto stupidi..

  4. MarketingPark ha detto:

    @ Antonio:tutt’altro che stupidi, qua siamo di fronte ad una abilissima (seppur discutibile) azione di Marketing, sotto ogni profilo. Molte delle cose che penso in merito (retroscena, risvolti etc.) ho però preferito non metterle qui, anche se ci sono comunque elementi sufficienti per riflettere.

  5. giuliana ha detto:

    da un punto di vista strettamente metodologico, la cosa è bizzarra ma non assurda. testare le verbalizzazioni, anche a fronte di un non-test, significa comunque farsi un’idea sull’effetto prodotto dal messaggio – e naturalmente, ma questo nessuno se lo immagina, non sul prodotto. in altre parole, è un test sulla comunicazione, in cui reale e virtuale non c’entrano: è come dire che i mercati sono conversazioni e attribuire un senso a quest’affermazione.quanto ai retroscena, è tutto un altro discorso (quello che però ho sempre visto nella mie esperienza è che i ricercatori non manipolano mai. poi, quando la cosa sale di livello, allora…)un saluto

  6. MarketingPark ha detto:

    @ Giuliana:uno degli elementi che vuole misurare il survey è certamente il potere evocativo-persuasivo della comunicazione commerciale in oggetto. Il ricercatore, svolto il suo compito, girerà a chi di dovere i risultati che ne farà poi gli usi previsti, tra cui “aggiustare il tiro”, ma non solo, credo…

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