Marketing Park

Una boccata d'aria pura nel sempre più fumoso e caotico mondo del Marketing! Dal 2006.

Sviste di Marketing

Esistono servizi sulla cui non-opzionalità non si dovrebbe discutere nè lucrare (ricordate la riflessione sul cartone delle pizze d’asporto?).
Oppure guadagnarci lo stesso (se proprio non si riesce a resistere all’atavica tentazione) ma senza farlo percepire al cliente, a patto che si possegga una benchè minima nozione di Marketing o briciola di buon senso.
Ho assistito ad un preventivo per la realizzazione di un paio di occhiali da vista presso un negozio di ottica di una nota catena:
“Sono 80 Euro per lente, 75 Euro per la montatura che ha scelto, 10 Euro per il montaggio dell’occhiale.”, queste le testuali parole del commesso.
Il montaggio dell’occhiale? Vi risulta che esso possa essere considerato un servizio extra? Qualcuno forse ha mai acquistato le componenti separate per poi assemblarsele a casa come si fa coi kit di modellismo?

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Exquisita loquti

Ieri ho riordinato alcuni vecchi articoli relativi a fatti di storia del’ultimo ‘900 ed archiviati in libreria. Essi andavano dall’omicidio di JFK (Corriere) alla fine della guerra del Vietnam (Il Mattino), dall’attentato a Papa Giovanni Paolo II al dramma di Chernobyl (La Stampa). Ho ritrovato anche riviste tecniche navali degli anni ’60 ed un periodico per ragazzi edito nello stesso decennio.
L’Italia dell’epoca era certamente meno scolarizzata di quella contemporanea, eppure lo stile linguistico e narrativo delle pubblicazioni di un tempo era ricercato, sebbene si rivolgessero a dei lettori non sempre in grado di comprenderne totalmente il senso.
Questo costringeva i più a ricorrere spesso all’uso del vocabolario, ad assimilare nuovi termini. Molti trovavano così lo stimolo a leggere anche i libri, perchè sapevano che solo da lì passava la cultura e la conoscenza necessaria per comprendere pure quello che trovavano quotidianamente dal giornalaio.
Con gli anni chi scriveva per mestiere – pur mantenendo dei caratteri distintivi – ha poi adeguato il suo lessico a quello comune, quello parlato dalla società. Sembra quasi un controsenso, poichè le giovani generazioni intanto avevano la possibilità di procedere negli studi, cosa che ai loro padri e nonni era stato talvolta negato per motivi di economia familiare. Non vorrei parlare di un “appiattimento” della lingua italiana, però non riesco proprio a pensare ad un altrettanto efficace concetto equivalente.
Oggi con la lettura si tende maggiormente ad acquisire informazioni, possibilmente utili e spendibili nel vivere quotidiano, e non la strada verso quella exquisita locuti tanto cara a chi ci ha preceduto.

Filed under: lessico, stampa

Di che "post" sono?

Probabilmente il test ha ragione: quel 44% denota proprio che sono poco blog-addicted.
Forse perchè intendo il blog come uno strumento di comunicazione e conoscenza, mentre i più lo usano per puro passatempo, rincorrendo trend e widget;
forse perchè (come pochi altri) mi sforzo ancora di raccontare qualcosa, di raccogliere sfide, supportare progetti innovativi, di produrre e diffondere idee, teorizzare, di contribuire ad una Comunicazione migliore, mentre altrove (proprio in queste ore) il top dei contenuti è rappresentato dall’ennesima catena di S. Antonio con link selvaggi scala-classifiche. Nella blogosfera bisogna talvolta procedere con circospezione e con il coltello tra i denti, mentre io preferisco la “modalità relax”.
Un blog ecologicamente compatibile come il mio rischia quotidianamente l’estinzione, lo so, ma poco importa. Il bello del web è che esso “ricorda” a lungo, nulla va smarrito e qualche traccia del passaggio di “vita intelligente” rimarrà certamente a disposizione dei nostri posteri 🙂

Filed under: blogosfera, marketingpark

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