Marketing Park

Una boccata d'aria pura nel sempre più fumoso e caotico mondo del Marketing! Dal 2006.

Ugly advertising #2

Un’azione di Marketing può essere definita brutta o spregiudicata a seconda delle modalità utilizzate per perseguire il fine. Il fine ultimo non fa quindi la differenza, che è solitamente comune ai più e legittimo – come autopromozione, immagine, pubblicità – bensì è il percorso che un’azienda (e chi per lei) decide di percorrere che ne farà una impresa etica o meno.
Tra le iniziative discutibili, più frequenti da almeno un decennio, annovero le offerte di lavoro fittizie. Come scriveva qualche tempo fa Marketingblog “un’azienda che offre lavoro raccoglie consensi e simpatie”. Niente di più vero, soprattutto in un’epoca dove la lotta alla disoccupazione è diventata una priorità.
Tempo fa, un giovane venditore di una concessionaria di pubblicità di alcune testate nazionali mi disse che sui quotidiani gli spazi a pagamento nelle aree dedicate al lavoro costano meno che in altri punti dello stesso giornale. Non so se oggi le tariffazioni funzionano ancora così. Però fare brand awareness con loghi extralarge utilizzando la formula dell’offerta di lavoro mi sembra una cosa francamente poco pulita, non solo perchè si consuma sulle spalle di chi cerca un’occupazione ma anche per altri non trascurabili aspetti: un’azienda che assume dimostra innanzitutto di godere di ottima salute, soprattutto se in previsione di fusioni, collocamento in Borsa, emissione di titoli etc. Mi risulta poi che altre strumentalizzino il recruiting anche per indagini di settore, ricerche di mercato e reperimento di informazioni sulla concorrenza. Infatti sono molteplici le doglianze in merito ad invii di curriculum vitae e colloqui caduti letteralmente nel silenzio, senza alcun seguito nemmeno formale.
Per scoraggiare queste pratiche (con quali esiti?), anni fa il supplemento del Corriere della Sera “Corriere Lavoro” approntò una info line (con email e telefono) a cui i candidati potevano segnalare comportamenti scorretti ed inserzioni civetta. E oggi, come stanno le cose?

Filed under: aziende, Marketing, Marketingblog, pubblicità

Consigli da scrittore

”Il vero nemico dello scrivere è il parlare” lo afferma il romanziere e poeta australiano David Malouf, che mette in guardia soprattutto dai pericoli dell’illustrare a voce quello su cui si sta lavorando. “Quando si scrive, è meglio tener la bocca chiusa, cosicché le parole fluiscano piuttosto dalle proprie dita. Si costruisce una diga sul fiume delle parole per produrre l’energia idroelettrica della letteratura”.

Filed under: David_Malouf, scrittura

Questione di C

Esistono persone che pur non avendo doti particolari o meriti riconosciuti, per chissà quale disegno cosmico o mano divina (secondo chi è credente) hanno però una fortuna incommensurabile che gli consente di ottenere dalla vita cose che altri – a fronte del sudore della fronte e dell’ingegno – talvolta riescono appena a sfiorare.
Ai fortunati non tocca nemmeno chiedere o cercare, perchè le opportunità bussano loro direttamente all’uscio di casa (o al cellulare), e pure impudicamente copiose.
Essi rappresentano un mistero della natura a cui neanche il più pensoso dei filosofi è riuscito mai a dare un perchè. In tempi più recenti, il pragmatismo dilagante vedrebbe nell’esistenza di questi individui la conferma dell’assioma fortuna-cieca/sfiga che ci vede benissimo.
La saggezza popolare da secoli attribuisce alle “terga” il potere di cotanta abbondanza, e nei dialetti si sono stratificati – col tempo – appellativi e definizioni efficaci, più o meno ripetibili, che riguardano gli eletti in questione.
Da persona sempre vigile sui mutamenti della lingua, nonchè disponibile all’aggiornamento del mio lessico, ho trovato in questi giorni una nuova enunciazione che rende meravigliosamente i concetti di cui sopra senza dover ricorrere alle finora inevitabili scurrilità. L’autore è Tullio Kezich, critico cinematografico, che con “il nulla con il vento il poppa” ha inconsapevolmente coniato un modo di dire che avrà sicuramente lunga vita nel nostro parlato comune.

Filed under: fortuna, lessico

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