Marketing Park

Una boccata d'aria pura nel sempre più fumoso e caotico mondo del Marketing! Dal 2006.

Chi ha ragione?

ELTON JOHN: INTERNET CI ROVINA, CHIUDIAMOLO!
(01/08/2007, ore 18,36 – Fonte: ANSA)

INTERNET: VENDITE ALBUM+44%. La musica digitale ha fatturato 7 mln di Euro nel primo semestre (dati FIMI).
(01/08/2007, ore 16,40 – Fonte: ANSA)

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Archiviato in:industria discografica, internet

4 Responses

  1. Claudio Iacovelli ha detto:

    Hai accostato bene le due notizie.Forse sono le imprese discografiche quelle che possono far festa, grazie all’affermazione dell’e-commerce di musica digitale.Certamente gli artisti guadagnano, e bene, e non dovrebbero temere del successo della rete, quasi equiparandola al fenomeno della pirateria e della contraffazione.

  2. MarketingPark ha detto:

    Leggendo le dichiarazioni di Elton John (ampie e che travalicano pure gli aspetti artistici finendo sul sociale) mi pare di capire che la sua è una visione negativa dovuta a fattori generazionali.Gli artisti guadagnano sì bene (altrimenti avrebbero cambiato mestiere da un pezzo) ma chi ha vissuto i decenni precedenti (come E.J.) sa che si poteva addirittura guadagnare benissimo. E’ difficile doversi adeguare…Per quanto concerne i dati FIMI, l’industria musicale può solo rallegrarsi di ciò e ringraziare proprio Internet stavolta perchè senza la Rete non credo che quel +44% sarebbe passato dai negozi (visti i costi dei CD), bensì da altri canali non del tutto leciti.

  3. L'imprenditore ha detto:

    I vecchi tromboni come il povero Elton John, che avendo vizi costosi vorrebbe straguadagnare come in passato, e i manager delle case discografiche di marketing capiscono poco.Hanno passato anni a combattere internet invece di usarlo come potente strumento quale è.Per loro era più comodo l’oligopolistico mercato del passato governato da quattro “potenti” nelle loro torri d’avorio.Invece i musicisti devono purtroppo per loro tornare a guadagnare facendo il loro lavoro: i concerti.E la vendita della musica è un “plus”.Certo, lavorare è dura (ma ce ne sono di peggiori di lavori).E sempre più internet diventerà la rampa di lancio per i gruppi giovani, distribuendo gratuitamente la loro musica e contando sul passaparola.Poi un pò di CD si venderanno sempre così come, secondo me, si andrà verso i desk di masterizzazione della “tua” compilation a costi decenti. Quanti giovani gruppi si sono pagati il CD autoprodotto vendendolo a prezzo basso ai loro concerti?

  4. MarketingPark ha detto:

    Conosco bene il mondo delle “indies”, delle label indipendenti. Sin dall’avvento di Internet hanno saputo cogliere ogni opportunità che arrivava dall’evoluzione della Rete, persino di Napster (come? L’ho scritto qui http://marketingpark.blogspot.com/2006/09/walk-dinosaur.html)approntando servizi e strategie che facevano rabbrividire le major.Il problema, come ho già detto nel commento precedente) è generazionale, i giovani produttori non hanno paure (http://marketingpark.blogspot.com/2007/07/quale-futuro-per-i-videoclip-nelle.html)Nel 2000 la label per cui lavoravo regalava sul sito aziendale gli Mp3 del catalogo storico perchè guadagnava abbastanza già con le royalties pagate dalle etichette italiane ed estere per inserire quegli stessi brani nelle compilation mixate da dj internazionali. Chi altri avrebbe avuto lo stesso coraggio?Certa intraprendenza è riscontrabile solo lontano dalle major, e sarà così ancora per tanto tempo ancora…

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