Marketing Park

Una boccata d'aria pura nel sempre più fumoso e caotico mondo del Marketing! Dal 2006.

Harakiri

Da un laureato in Comunicazione (seppur honoris causa) mi sarei aspettata una migliore gestione della crisi ma, nonostante una settimana di riflessione trascorsa da quasi recluso lontano dai media, il massimo che è riuscito a produrre (o chi per lui, molto più verosimilmente) è questa penosa arrampicata sugli specchi senza contraddittorio. Fossi stata uno dei suoi generosi sponsor avrei avuto a dir poco le palpitazioni. Un accertamento pluriennale della GdF difficilmente può essere smentito o sconfessato, tantomeno in quel modo lì.
Perchè, piuttosto, non intavolare una discussione botta-risposta dinanzi alle telecamere tra i suoi consulenti fiscali ed i giornalisti, giusto per fugare ogni dubbio e per ribadire l’assoluta buona condotta?
P.S.
Di Domenica, a casa mia, è sana consuetudine tener spenta la tv, tranne che in occasione di eventi sportivi come F1 e Motomondiale.
Il prossimo 19 Agosto ci sarà la gara di Brno, ma nessuno qui avrà voglia di guardare (e tantomeno tifare) certi campioni di evasione (presunta?), campioni sempre, ci mancherebbe altro, anche nelle beffe e nelle contraddizioni, così la tv rimarrà spenta lo stesso.
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Archiviato in:comunicazione, crisis management, GdF

5 Responses

  1. Massimo ha detto:

    Conosco l’ambiente dove lavora Valentino Rossi. Lo ho vissuto e lo vivo. Purtroppo in rapporto ai soldi che sostengono questo sport c’è dilettantismo in alcune aree. una delle quali forse la comunicazione più profonda e importante. Leggendo le tue righe però sono rimasto un poì a bocca aperta. Secondo me sei caduta anche tu nella trappola della comunicazione. Conosco Vale e conosco molto bene la famiglia oltre che l’entourage che ci sta dietro. Ma anche i migliori direttori a volte sbagliano la scelta delle persone.Con affettoMassimo

  2. MarketingPark ha detto:

    Dunque Massimo, uno sportivo a quei livelli può tranquillamente essere paragonato ad un’azienda, nè più nè meno: per introiti, per giro d’affari complessivo (ovvero tutta quella “economia” che fa muovere intorno a sè, incluse persone/collaboratori/sponsor, l’indotto insomma) etc.A questo aggiungiamoci pure che per alcuni milioni di individui (soprattutto giovani e ragazzini) si rappresenta un esempio. La responsabilità sociale a questo punto è d’obbligo. Posso capire il dilettantismo su alcuni aspetti ad inizio carriera, quando di soldi ne girano ancora pochi e si preferisce la sorella come ufficio stampa e lo zio co l’hobby del commercialista fai da te. In seguito, l’eccellenza diventa una necessità, anche perchè la fortuna può sempre girare e bisogna affrontare le crisi con professionalità.Dal mio punto di vista (e per competenza) non potevo non spendere due righe sulla trovata della video-difesa. Una pessima mossa perchè non ha fugato i tanti dubbi che ancora restano sull’intera vicenda nè ha aggiunto novità significative alla riabilitazione dell’immagine di un campione.Di questi tempi poi non si può sottovalutare così l’impatto che la notizia di una mega evasione fiscale ha sulla gente comune (che poi è la stessa, in maggioranza, che segue gli eventi sportivi), che tutti i giorni deve fare i conti col caro vita e con le innumerevoli nuove tasse di un governo che deve far cassa facile proprio per colpa della troppa elusione dei soliti furbi. Come vedi Massimo (da quanto ho potuto capire sei umanamente coinvolto dalla cosa) gli aspetti e le conseguenze di un fatto come questo sono tanti e la comunicazione non è una trappola come dici tu ma la via d’uscita, quando usata bene e con giudizio.

  3. Massimo ha detto:

    – Trappola della comunicazione mal gestita- Quello che mi ha infastidito (no perchè é lui) è la tua ironia nei suoi confronti. Non è un comunicatore “studiato” altrimenti nn avrebbe una laurea ad Honoris- Condivido quello che hai replicato, dalla “sorella” allo zio ma secondo me hai espresso il concetto in modo poco articolato cadendo nella trappola, lapidandolo. La tua replica rende giustizia al tuo pensiero. Questo è quello che ho carpito io dal post. Sicuramente mi sbaglio! Ma non è chi comunica che in caso sbaglia…almeno così mi hanno insegnato.Non dimenticahiamo che il suo lavoro è fare lo sportivo! Sono persone nate per pensare alla prestazione e se i casi della vita li hanno partati ad appoggiarsi a persone poco competenti… Amministratore delegato sportivoSempre con molto affetto;-)Massimo

  4. MarketingPark ha detto:

    Sulle indubbie doti e sulla storia sportiva nulla da dire, ci mancherebbe altro. Se c’è qualcosa che ho lapidato è certamente l’aspetto comunicazione. Spero che presto la faccenda venga chiarita in modo esauriente per tutti, per i tifosi e per gli italiani in primis. Ora gli elementi per fare una riflessione sul giusto da farsi e non errare più ci sono tutti. Aspettiamo un segno…Ciao

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