Marketing Park

Una boccata d'aria pura nel sempre più fumoso e caotico mondo del Marketing! Dal 2006.

Resistere, resistere, resistere!

Ogni individuo – per background, educazione, carattere, stile di vita (anche affettiva) – ha necessità e consuetudini proprie, fabbisogni minimi e non. La profilazione di ogni singolo utente è l’ambizione di oni azienda/marketer, al fine di scoprirne pure debolezze e “zone libere” ove insinuare nuovi bisogni attraverso promozioni e pubblicità ad hoc. Seppur sollecitati, molti però “non rispondono” agli allettanti inviti al consumo, perchè resistenti.
La costruzione del consumatore perfetto passa allora attraverso una fase indotta (più avanti vedremo con quali modalità) che io definisco tranquillamente – senza rischio di smentite – di destrutturazione. Smontare o far vacillare certezze sulla propria esistenza, sul risparmio, su gusti ed alimentazione, sul proprio aspetto fisico, sul modo di fare sesso ad esempio, ma anche insinuare dubbi sulle proprie capacità di essere buoni genitori, di adeguatezza in ogni circostanza e luogo: azioni che possono indurre sì a nuovi e più evoluti consumi ma nel contempo creano ansie continue da prestazione. Niente di più prezioso per il marketing!
Stranamente molte di queste analisi e consigli passano proprio attraverso certi magazine, veri manifesti del consumismo più sfrenato, ci avete fatto caso?
L’importante è resistere, ad ogni tentativo di “infezione”, e sviluppare adeguati anticorpi perchè l’IO è davvero l’ultima cosa che ci resta, marketing permettendo.
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3 Responses

  1. Pier Luca ha detto:

    Cara Titti,E’ effetivamente vero che la creazione di “ansie” o paure sia una tecnica di vendita applicata da tempo. Sono meno d’accordo [se ho capito bene] sulla creazione dei bisogni. E’ noto come esista quella che comunemente viene definita “la piramide” [o iceberg] dei bisogni con le sue, in generale, tre stratificazioni. parlare di comprensione dei bisogni latenti/inconsci inespressi mi appare corretto meno invece di creazione dei bisogni stessi.Come di dice dalle “nostre parti”, vulesse a’ maronna se si fosse capace di generare bisogni tout court.Un abbraccio.Pier Luca Santoro

  2. MarketingPark ha detto:

    La “creazione” di nuovi bisogni a cui facevo riferimento non avviene certo con lo scoccare delle dita. Trattasi di un percorso interiore a cui si tenta di condurre il consumatore.Letteralmente, il termine “bisogno” significa “mancanza di cosa necessaria o utile o di cui, comunque, si sente di non poter fare a meno”.Il problema è che molte delle cose alle quali si è indotti all’acquisto non sono effettive necessità/priorità, è il marketing però che te le fa apparire come tali.Ciao

  3. […] anche rendersi necessario rileggere due post sempre attuali (qui e qui) nonchè prendere coscienza di una delle ultime insidie (o diavolerie) che […]

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