Marketing Park

Una boccata d'aria pura nel sempre più fumoso e caotico mondo del Marketing! Dal 2006.

Facciamo luce

Anni di comunicazione, di pubblicità progresso, di campagne di informazione in materia di ecosostenibilità e risparmio energetico hanno fatto certamente leva sulle coscienze di noi tutti portandoci piano piano (per mano, direi) a mutare alcune nostre (cattive) abitudini. Spegnere gli apparecchi in stand-by, differenziare i rifiuti, ma anche acquistare lampadine ed elettrodomestici di classe A, ad esempio, o automobili a basso tasso d’inquinamento è diventato consuetudine anche per noi italiani, solitamente più “pigri” rispetto agli europei. Il graduale ricambio generazionale e, forse, l’impatto in bolletta renderanno ancora più fluido il processo di conversione all’ecocompatibilità.
Non moda, quindi, ma stile di vita consapevole e responsabile, che va però alimentato. La giusta dose di motivazione non può essere circoscritta solo al risparmio economico che deriva da comportamenti virtuosi. Mi riferisco anche ai troppi (ancora) cattivi esempi che esistono, e fanno danni specialmente se si tratta di soggetti pubblici. Iniziative come M’illumino di meno, ad esempio, alle quali aderiscono alcuni comuni impegnandosi a spegnere (per pochi minuti soltanto) qualche monumento o sede istituzionale, mettono “in luce” – consentitemi la battuta – una grande ipocrisia di fondo. Sul piano dell’immagine trovo sia più devastante esserci che non esserci.
Inoltre: cosa possono mai pensare quelli attenti a non lasciare luci accese per casa se poi si ritrovano davanti (come me) la mega sede del noto istituto di credito con gli uffici (anche quando deserti) illuminati a giorno 24 ore su 24, festivi compresi?

Filed under: ambiente, ecosostenibilità, M'illumino di meno, risparmio energetico

Consigli non richiesti #4

Premessa
Abbonarsi ad un periodico cartaceo sta diventando sempre più sconveniente. Allettati da pseudo sconti ed omaggi vari, talvolta è difficile rinunciare alle proposte degli editori, perdendo di vista poi quello che dovrebbe essere il fine unico dell’operazione: riuscire ad avere tra le mani una copia fresca di stampa della propria rivista preferita (magari con qualche giorno di anticipo rispetto all’uscita in edicola) e comodamente consegnata a casa.

Il fatto
Negli ultimi anni, però, nel lungo percorso che va dalla casa editrice a casa mia puntualmente qualcosa sembra spezzarsi. Sarà colpa dei servizi postali? In effetti fino a circa 18 mesi fa i tomi dovevo addirittura prelevarmeli io presso l’ufficio postale perché nella mia cassetta delle lettere trovavo solo l’avviso di giacenza. Era per me estremamente seccante dover affrontare le solite code agli sportelli per ogni singolo ritiro, anche perché non previste dal contratto. In tempi recenti la cosa è degenerata, in quanto sia delle riviste che degli eventuali avvisi non vi è più neanche l’ombra. Per una testata (la cui adesione porta la data di Novembre) ho già segnalato al servizio clienti di aver ricevuto finora solo il numero di Gennaio, con pure un mese circa di ritardo. Sono quindi testimone diretta dell’ennesimo eclatante caso di Marketing Interruptus!

La soluzione
La sempre più frequente mancata consegna del bene già prepagato, seppur con tutte le garanzie del caso (è comunque prevista la possibilità di prolungare gratuitamente l’abbonamento per recuperare le copie mai ricevute) dovrebbe far riflettere gli editori in merito alla attualità della formula finora adottata, la cui validità è strettamente correlata all’efficienza del servizio di recapito.
Perché non superare questo non trascurabile empasse inviando agli abbonati non riviste bensì coupon per prelevare puntualmente le copie in edicola?

Filed under: editoria, giornali, Marketing, Marketing Interruptus

Good morning vs bad experience

Chiunque svolga una qualsivoglia attività volta al pubblico dovrebbe offrire, oltre al prodotto/servizio, anche una sensazione di gradevolezza, nonchè trasmettere attenzione.
Bisognerebbe dare per scontato che il nostro stakeholder ha avuto un buon risveglio e non dovremo essere certo noi a dare una svolta negativa alla sua giornata.
Raccomandavo sempre questo piccolo ma prezioso atteggiamento ad ogni neo assunto.  Senza perdere di vista l’obiettivo business, con l’educazione si viene ripagati anche nel tempo. La piacevolezza di una relazione professionale è sempre alla base della fidelizzazione.

Filed under: Business, comunicazione

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