Marketing Park

Una boccata d'aria pura nel sempre più fumoso e caotico mondo del Marketing! Dal 2006.

Il grande equivoco

Le origini
Il fatto che taluni dati personali (es. indirizzi e-mail pubblicati sul web) fossero facilmente reperibili, indusse tanti marketer improvvisati a farne uso improprio. L’avvento di nuove norme a tutela della privacy e del trattamento dei dati ha ridimensionato l’impatto che il fenomeno spam (anche offline) aveva quotidianamente sulle nostre vite. Al sollievo di tanti utenti insofferenti si sommò anche una inevitabile selezione naturale degli operatori di direct marketing a favore di quelli professionalmente organizzati, in grado cioè di gestire con serietà opt-in e opt-out.
Il problema
Questo riordino pare però non riguardare mai del tutto i call center. A fronte di una netta riduzione di messaggi pubblicitari cartacei nelle nostre cassette di posta raramente abbiamo riscontrato una contrazione anche del numero di chiamate giornaliere provenienti da ogni sorta di venditore. L’esprimere volontà di non essere presente sugli elenchi telefonici ufficiali non mette mai completamente al riparo dai contatti non richiesti. Un emendamento dello scorso anno consentiva  ai call center di utilizzare i numeri di tutti gli abbonati alla rete fissa, sia vecchi che nuovi. Un uso indiscriminato autorizzato, in pratica, con scadenza al 31/12/2009.
La mia esperienza
Siamo a Marzo 2010. Tra i vari fornitori di servizi, gli operatori di telefonia e quelli di pay tv risultano essere ancora i più aggressivi e molesti. Non posso definire altrimenti chi persevera nelle chiamate (anche nel week-end) a fronte di un mio netto disinteresse verso certi servizi nonché dopo aver espresso richiesta di non essere più ricontattata. L’autodifesa inevitabilmente è scattata automatica. Non ho esitato a dotarmi di cordless con display per la visualizzazione del numero in entrata ed abbonamento al servizio Chi è della Telecom. Il 99,9% dei call center utilizza infatti un Id nascosto, quindi risulta facilmente individuabile al fine di negargli la risposta.
L’equivoco
La possibilità di fare man bassa di recapiti telefonici, nonché della pazienza dei consumatori, non si traduce automaticamente in business vincente.
Gli effetti
Le aziende che affidano la gestione – in outsourcing o meno –  delle proprie campagne promozionali, sono le dirette responsabili di come esse vengono condotte, non c’è alibi. L’idiosincrasia verso certi brand che esse generano lascia il segno e, come un marchio impresso a fuoco, duole. Trovo certe formule di vendita superate, se non dannose, con buona pace di quanti lavorano nel settore. La gente è sempre meno disposta ad ascoltare mirabolanti offerte durante i pochi momenti di relax domestico e la fiducia in un marchio nasce anche in regime di rispetto.

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Archiviato in:aziende, call center, direct marketing, Marketing, privacy

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