Marketing Park

Una boccata d'aria pura nel sempre più fumoso e caotico mondo del Marketing! Dal 2006.

Come la corazzata Potemkin

Il tempo è galantuomo, si dice. In effetti il “fattore tempo” ha da sempre un ruolo chiave in molte circostanze: per giudicare a posteriori alcune teorie, ad esempio, ma anche per guardare con lucidità fatti e persone, o nella costruzione della reputazione. A quest’ultima, in particolare, si fa spesso riferimento ultimamente in relazione all’utilità dei social media. Secondo certi guru, il personal branding e la reputazione passano anche da strumenti come Facebook & co.
Dal calderone io salverei in parte solo i motori di ricerca, in quanto preesistenti all’invasione dei social network e perchè rappresentano una fonte di consultazione immediata per il reperimento di informazioni, ma comunque parziali o addirittura irrilevanti.
Ci sono infatti carriere e percorsi professionali che il Web neanche lo sfiorano nè vi lasciano traccia alcuna, se non per qualche indiretta citazione a mezzo stampa ripresa magari in Rete.
Ricordo, nel mio caso, che al cospetto di CEO e AD ci si presentava col notebook in una mano ed il faldone di press cuts nell’altra, mica con la lista dei follower o dei backlinks!
Trovo poi comunque triste il puntuale riprendere e diffondere in modo acritico certi “how to” (quasi sempre autoreferenziali) che affollano quotidianamente i media. Ogni tanto qualcuno (oggi lo faccio io) dovrebbe prendere il coraggio di Fantozzi e stroncare certe uscite spacciate per oro colato. Guardando agli ultimi 10 anni della nostra storia, quante volte ci siamo innamorati di mantra rivelatisi fuffa?

Filed under: carriere, Fantozzi, media, motori di ricerca, personal branding, social network, società, web

Visioni

Il marketing conversazionale non è di questo mondo. Amen. Almeno io ne ho preso atto. Mentre vi scrivo, around the world, fiumi di parole vengono ancora spesi nell’estremo tentativo di rendere possibile l’impossibile, di concretizzare l’utopia che ha più tenuto banco negli ultimi anni: un marketing su misura delle persone.  La crisi ha però scompaginato tutto, non vederlo sarebbe da orbi. Il trend imminente, invece – dal mio modestissimo punto di vista – sarà il marketing suggestionale, il marketing cioè del vedo-non-vedo. Vogliamo scommetterci?

Filed under: Marketing

Il primo award del 2010?

Quando si commissiona una campagna pubblicitaria il fine ultimo del committente è ovvio: a fronte di un investimento (talvolta cospicuo) deve esserci una conseguente crescita degli affari. Può capitare invece che, quando entrano in gioco certi “creativi”, il fine ultimo di cui sopra si trasformi in buzz per qualcun altro, eccetto che per il brand/prodotto in scena.
In questi giorni non ho potuto fare a meno di notare la bruttezza (perdonatemi il concetto semplice) degli spot SNAI. C’è chi ha già scritto tutto, ed esaustivamente, in merito a quella che potrei definire già la peggior campagna video del 2010, sebbene siamo appena ad Aprile. Si sa che al peggio non vi è mai fine, ma sono pronta a scommettere che difficilmente vedremo qualcosa di più sgraziato nei prossimi mesi.

Filed under: aziende, brand, comunicazione, creativi, pubblicità, spot

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