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Dal Greenwashing alla Pink Shower il passo è breve

Comunicazione e pubblicità, si sa, amano da morire le mode, abbracciare cause giuste e nobili, seguire l’onda, andare a braccetto con associazioni varie o col personaggio (anche controverso) del momento etc. L’effetto finale è imprevedibile e va dalla classica bella ciambella col buco perfetto fino alla magra figura.

Ogni epoca poi ha le sue tendenze. Ricordo che negli anni ’70 facevano tanto chic le specie in via di estinzione; negli ’80 toccò ai bambini africani ed alla fame nel mondo; nei ’90 la lotta all’AIDS, Greenpeace ed Amnesty International fino ai nostri poveri giorni ove, tra paventati rischi ambientali e visioni apocalittiche sul futuro del Pianeta (più o meno condivisibili) ha funzionato alla grande il cosiddetto “greenwashing“.  Quest’ultimo però, stra-abusato ormai, non fa più da leva emotiva come agli albori ed allora vedo già profilarsi all’orizzonte una nuova tendenza che vede tirare sempre più in ballo le cosiddette “quote rosa”.

Questo nuovo filone, per renderlo più riconoscibile nel mare magnum delle simpaticherie alle quali metter mano per dar lustro a brand e prodotti, ho pensato di battezzarlo “Pink Shower“, la doccia in grado di ammantare di rosa persino organizzazioni ed attività che mai avrei immaginato. E’ già man bassa, insomma. Infatti qualcuno annuncia oggi che la sua azienda anticiperà l’entrata in vigore della legge che imporrà la presenza minima di donne nei cda. Ho letto i nomi delle fortunate ed ora mi sento più tranquilla. Se proprio dovrò cambiare il treno di gomme terrò certamente presente questa azienda che ha avuto una notevole attenzione verso l’universo femminile, un universo fatto di rampolle note direte voi, però non siate sempre così pignoli!

Filed under: aziende, brand, Comunicazione, Greenwashing, neologismi, Pink Shower, Pubblicità, Quote rosa

I fondamentali

Chi, all’interno dell’azienda, cura la famigerata “comunicazione istituzionale” è guardiano della reputazione e contribuisce all’identità aziendale. Nel caso poi di brand consolidati e riconoscibili qualunque iniziativa, cambio di rotta, adozione di nuovi strumenti/canali di comunicazione, andrebbe ponderata in funzione del costo-beneficio. Basterebbe ricordarselo, giusto ogni tanto eh.

Filed under: Comunicazione, comunicazione istituzionale

Perdiamoci di vista

Ci sono “mondi” che dovrebbero tenersi sempre a debita distanza o, almeno, studiarsi reciprocamente prima di incontrarsi o di siglare una qualsivoglia unione. In questi giorni abbiamo ampiamente constatato quanto moda e lusso abbiano difficoltà a districarsi tra social media e popolo della rete. Al di là delle capacità/professionalità impiegate nell’utilizzo di certi strumenti, credo che alla base degli inciampi ci siano proprio quelle peculiarità che da sempre caratterizzano talvolta i settori di elìte: arroganza e presunzione. L’approccio degli utenti web necessita quasi sempre di cautela, se non addirittura di un bagno di umiltà, cose normali insomma ma che fanno storcere il naso alle aziende abituate a fare i capricci con i media tradizionali, a puntare i piedi per pretendere trattamenti di favore dal magazine di turno. Ed allora ben vengano le “sculacciate social”!

Filed under: 2.0, aziende, Comunicazione, fashion, lusso, social marketing, social media, social network

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