Marketing Park

Una boccata d'aria pura nel sempre più fumoso e caotico mondo del Marketing! Dal 2006.

Aria fresca

Ho ascoltato di recente parole di buonsenso (finalmente) a proposito di crisi dell’Euro come moneta unica. A proferirle è stato Luca Fantacci, giovane Professor Assistant presso l’Università Bocconi, ove insegna Scenari economici internazionali e Storia, istituzioni e crisi del sistema finanziario globale. Sarà per quella dichiarata ispirazione keynesiana, ma le sue teorie ci fanno vedere questa fase critica sotto una luce diversa per affrontarla come una opportunità, per riprenderci anche un pezzetto del nostro recente passato (la Lira), ma in funzione costruttiva e non distruttiva dell’UE. Sarebbe fantastico, no?

Se volete farvene un’idea e condividere una visione “ecocompatibile” e tutt’altro che anacronistica vi suggerisco un paio di fonti:

L’intervista a Luca Fantacci

Un suo articolo per Linkiesta.it

 

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Un punto a mio favore

Il sospetto che certi stilisti quando disegnano i loro abiti pensino a tutto tranne alle donne  (quelle vere che dovranno poi indossarli) lo avevo da tempo. Oggi ne ho avuto la certezza, in tutta la sua macroscopica realtà. Ebbene sì, quando una mise lascia la passerella, l’effetto può essere imprevedibile e, talvolta, deludente. Il segno evidente è che i creatori di moda perseverano nell’immaginarsi un canone femminile che non c’è, non esiste e non esisterà mai neanche a botte di bisturi ed anoressia. Se ne facciano una ragione!

Filed under: moda

Nuove felicità?

Le crisi economiche “prolungate”, perchè alimentate da continui scossoni che colpiscono welfare, tasse e lavoro, creano autentiche mutazioni genetiche nei consumatori. Se con l’autoconsapevolezza ogni individuo comincia a vivere con liberazione e sollievo il forzoso allontanamento dal consumismo, senza cioè provare frustazione nel non potersi più permettere taluni acquisti, allora saranno guai per tanti.

Economia e politica devono prenderne atto subito perchè sempre più spesso mi capita di leggere di iniziative in tal senso ed ho l’impressione che col tempo i proseliti della vita semplice e del consumo responsabile saranno sempre più numerosi. Si rischia infatti di prenderci quasi gusto!

Senza scomodare studi sociologici e trattati antropologici, a quanti di voi è capitato di conoscere anziani che pur non avendo problemi di budget avevano comunque uno stile di vita molto inferiore alle loro possibilità? Non è infrequente che persone forgiate da anni di privazioni dovute ad eventi bellici sappiano poi  condurre, anche in periodi di benessere, una esistenza sobria e senza orpelli.

Troppi ingranaggi si stanno via via inceppando nella nostra società, ma qualcuno già sceglie in serenità di incepparsi da solo. Se e quando riusciremo mai a ritrovare un mondo economicamente meno sofferente di quello odierno, sarà dura recuperare consumatori che io considero già adesso persi per sempre, e non ci sarà diavoleria del Marketing a riportarli indietro.

Filed under: consumo, downshifting, economia, Marketing, politica, società

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