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Akira è tra noi

Premessa

Nel film di animazione Akira (1988) si ipotizzava un’evoluzione della specie umana, una sorta di individuo trasformato in energia pura e dai poteri illimitati realizzato a scopi militari nei laboratori di Tokio, un progetto iniziato alla vigilia della 3° Guerra Mondiale e proseguito anche dopo la distruzione della città.

L’esperimento prevedeva l’inserimento dell’energia di un uomo in un’ameba (cioè un organismo unicellulare) e il tutto iniettato nelle cavie umane selezionate. Le forme di vita unicellulari però non hanno la coscienza di progredire ma solo un istinto di sopravvivenza che può spingerle a distruggere tutto ciò che si trovano di fronte. Per meglio rendere l’idea della mostruosità della cosa riporto uno dei dialoghi cruciali tra alcuni dei personaggi del manga:

“Ma chi diavolo è questo Akira?” chiede Kaneda. Kaori risponde che tutto quello che sa è quello che le hanno detto: “Akira ha raggiunto l’energia pura […] Un essere umano, lo sai bene, persegue tanti progetti nell’arco di una vita intera, giusto? Come lo scoprire le cose, il costruire oggetti, come una casa o un’automobile e ponti e città. Da dove pensi che provenga tutto questo potenziale di energia? Dopotutto l’uomo discende direttamente dalla scimmia, giusto? E prima ancora dagli insetti e dai pesci e prima di questi dal plancton e dall’ameba unicellulare. Se ci pensi bene, ogni forma vivente è dotata di una sua fonte di energia. Io intendo parlare della forza vitale che esiste, perfino nella molecola dell’acqua e dell’atmosfera, e perfino nella polvere dello spazio. Se tutto questo si è evoluto, allora deve aver trattenuto una qualche memoria al suo interno che potrbbe farci risalire fino a prima che iniziasse il tempo. […] Forse tutto ciò che oggi esiste possiede questa memoria. Ma se l’ordine delle cose fosse stato stravolto, se nel corso di un esperimento fosse stato trasfuso su un’ameba il potere di un essere umano? […] Le amebe non sono in grado di costruire moto o bombe atomiche, ma tendono a divorare tutto ciò che incontrano sulla loro strada […]. All’inizio alcuni uomini cercarono di sfruttare quelle menti su richiesta del Consiglio esecutivo, ma fallirono e la distruzione di Tokyo fu allora inevitabile. Ma questa volta quell’energia pura sarà nostra.”

La metafora

Il progetto Akira è però sostanzialmente un fallimento. Un organismo semplice non può artificiosamente contenere un’energia non sua, non prevista dalla natura.

Certi disastri sono riscontrabili anche quando, sempre forzatamente, si caricano persone inadatte ed incapaci di poteri decisionali o le stesse vengono poste ai vertici di istituzioni, aziende o organizzazioni importanti per l’economia di una nazione.

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