Marketing Park

Una boccata d'aria pura nel sempre più fumoso e caotico mondo del Marketing! Dal 2006.

I love it

In questi giorni ho trovato il tempo per fare un giro di shopping rilassato e più umano, lontano cioè dal caos dei centri commerciali e dallo stress che procurano (con annessi parcheggi impazziti, multietnia olfattiva, musica a tutto volume, aria condizionata a -2°, luci accecanti etc.).
Il piacere di fare quattro passi sotto il sole di Maggio e guardare le vetrine non standardizzate dal monomarca mi ha fatto proprio bene. A dire il vero, avevo anche una meta: il rivenditore Brionvega. Da tempo, infatti, volevo regalarmi la mitica radio-cubo. Nell’era degli Mp3 pensavo di essere da sola nell’intento ed invece – come mi ha spiegato il gentilissimo titolare – di quel celebre modello ts522 ne vengono vendute (almeno nel suo negozio) ancora un paio al mese! Il mio sguardo si è poi spostato su un Algol, il piccolo televisore color arancio con tubo catodico, must di tante case negli anni ”70. Costa il doppio rispetto ad un equivalente (in termini di pollici) LCD ma è anch’esso un pezzo di design made in Italy. Quel modello vanta molti estimatori ed ho saputo che chi lo acquistato 20-25 anni fa non se ne disfa ma, in caso di malfunzionamento, preferisce ripararlo ad oltranza, oppure lo rimpiazza con uno nuovo identico. Roba, insomma, da amatori. Attualmente Brionvega produce pochi prodotti che distribuisce solo attraverso selezionati negozi, evitando la massificazione della grande distribuzione. Comprendo la scelta commerciale ed ho cercato di analizzare anche le motivazioni certamente emozionali di chi opta per l’acquisto di beni così ricercati. Ci sono indubbiamente oggetti del nostro recente passato nati per attraversare i decenni, senza veder scalfito il loro fascino. Misteri e miracoli del design. All’epoca del loro debutto sul mercato (fine anni ’60) ebbero una diffusione straordinaria entrando in tantissime case, anche modeste. Erano gli anni del boom economico, ove tutto pareva (e lo era) possibile, bastava volerlo. Nel lavoro, nello studio, nella società c’era spazio per tutti. Gli emarginati potevano esserlo solo per scelta. Il benessere era tangibile e non irraggiungibile, c’erano tante certezze grazie alle quali osare per realizzare pure i sogni. Forse chi ha vissuto con gioia quei tempi ne rivive ancora un pezzetto circondandosi di cose legate alla memoria. Dev’essere certamente così, penso. Nel frattempo la mia radio viene impacchettata con cura e già la immagino accesa durante il rito del bagno. Il top sarebbe sentirne uscire anche le melodie dei suoi natali (Battisti? Certe hit con l’inconfondibile theremin?), ma non si può sempre avere tutto nella vita.

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