Marketing Park

Una boccata d'aria pura nel sempre più fumoso e caotico mondo del Marketing! Dal 2006.

L’estrema sintesi

Seguendo le discussioni di questi mesi in merito ad  ebook, distribuzione, editoria, modelli di business, iPad, trend e scenari futuri, sintetizzando, semplificando all’osso credo che la platea si dividerà in due blocchi: quelli pro carta e quelli pro plastica. Ed alla fine sarà solo questione di tatto.

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Archiviato in:Business, editoria, iPad

Good morning vs bad experience

Chiunque svolga una qualsivoglia attività volta al pubblico dovrebbe offrire, oltre al prodotto/servizio, anche una sensazione di gradevolezza, nonchè trasmettere attenzione.
Bisognerebbe dare per scontato che il nostro stakeholder ha avuto un buon risveglio e non dovremo essere certo noi a dare una svolta negativa alla sua giornata.
Raccomandavo sempre questo piccolo ma prezioso atteggiamento ad ogni neo assunto.  Senza perdere di vista l’obiettivo business, con l’educazione si viene ripagati anche nel tempo. La piacevolezza di una relazione professionale è sempre alla base della fidelizzazione.

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Il potenziale d’acquisto degli outsider

L’ultimo biennio ha segnato una flessione degli acquisti anche nel comparto del lusso.
Oltre ai dati ufficiali (noti per lo più agli addetti ai lavori come gli analisti finanziari e gli esperti di statistiche), noi possiamo rilevarlo empiricamente facendo un giro nelle strade più esclusive delle nostre città (show room pressocchè vuoti, negozi del made in Italy che chiudono senza un rimpiazzo in tempi brevi etc.) oppure dalla stampa ove non di rado leggiamo di debiti e scoperti di note griffe, fallimenti imminenti e chiusura di marchi, come già accade anche nel settore auto.
La clientela “alta” rappresenta da sempre una certezza per chi produce beni proibitivi ai più, eppure la crisi ha intaccato persino questo segmento.

E se l’economia cominciasse a guardare anche il resto dell’universo? Esiste una moltitudine di individui nel mondo con desideri semplici ma inespressi, che deve quotidianamente fare i conti con quanto ha nel portafogli e quella che è l’offerta commerciale ad essa dedicata, solitamente molto esigua o scadente.

L’industria italiana del food, ad esempio, in passato ha rivoluzionato le abitudini alimentari degli italiani appena usciti da una guerra, quindi con scarse risorse economiche disponibili.

Perchè non cogliere i desideri semplici di cui sopra e lavorare su quelli, per offrire prodotti gratificanti a chi ormai, disilluso dalla vita, cerca conforto solo in piccoli gesti quotidiani?

Ho fatto questa riflessione leggendo un articolo di Repubblica dedicato al sorprendente proselitismo di un film, “Il grande Lebowski”, il cui protagonista risulta essere molto apprezzato dall’uomo medio americano, che vi si identifica per rituali, aspetto ed atteggiamenti verso una esistenza prevedibile che pare non volergli più serbare grosse novità.

E’ solo una mia deformazione voler intravedere potenziali business nelle pieghe della società moderna o esistono concretamente i margini affinchè le aziende a caccia di grandi numeri possano concentrare parte del loro tempo per creare (o soddisfare) nuovi piccoli bisogni?

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