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Ugly communication

Le tornate elettorali italiane, di qualunque portata, sono sempre indicatrici del grado evolutivo della comunicazione ad esse correlata.
Il bilancio, alla fine, è sempre desolante, nonostante l’avvento del Web, di canali alternativi a radio/tv e dell’imposizione di norme e regolamenti più restrittivi.  Alle affissioni selvagge, in anni recenti, si sono sommati gli SMS e le chiamate preregistrate non autorizzate (da chi purtroppo le subisce). Trattasi di comportamenti sanzionabili e la politica lo sa, però per le multe c’è sempre tempo (penserà qualcuno) e l’importante è cogliere l’attimo, al resto si baderà poi. La Rete poi offre il fianco a troppi social-improvvisati che per qualche settimana daranno a tanti l’illusione di un dialogo che si interromperà puntualmente ad urne chiuse.
I cittadini, le famiglie, interi quartieri e comunità vengono insomma tirate a destra e a manca con ogni mezzo possibile, il tutto mentre la vita pubblica sembra paralizzata come in attesa del Messia. Quello però che antropologicamente mi stupisce, e che osservo con attenzione, è la trasformazione degli individui coinvolti a vario titolo nella kermesse elettorale, come certi insospettabili conoscenti che improvvisamente scopri essere massive spammer di mail-proclami o di volantini appiccicati pure sui pali della luce!

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