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Requiem

Ci sono settori che storicamente non eccellono in fatto di Comunicazione, per questioni di opportunità e/o per status acquisito. In questi mesi, vuoi per fatti di cronaca eclatanti, vuoi per i tempi difficili che la nostra società sta vivendo, le asincronie e le falle sono diventate molto più evidenti a tutti. In queste pagine ho già sottolineato la crucialità di crisis management e comunicazione istituzionale, ove la qualità delle informazioni diffuse può talvolta ribaltare anche le situazioni più compromesse.
Gli errori più comuni si verificano perchè:

  • la Comunicazione viene spesso vista come un costo, qualcosa da affidare a chi, già all’interno di una organizzazione per altre mansioni, è in grado di cucire un testo scritto in modo decente o può sostenere una conversazione pubblica, senza cognizione di aspetti strategici e know how specifici;
  • si sottovalutano le capacità critiche dei cittadini;
  • si enfatizzano aspetti marginali a scapito della sostanza;
  • non si adottano soluzioni tempestive ed adeguate;
  • si forniscono informazioni parziali, fuorvianti o di dubbia interpretazione.

Banche, politica e Chiesa vengono puntualmente “pizzicate” in uno o più dei sovracitati punti. I centri di potere, è ormai assodato, quando parlano (se parlano) lo fanno con modalità e contenuti antichi, a volte risibili, comunque ampiamente superati dai tempi e dai fatti.

Per ognuna delle categorie di cui sopra ho selezionato alcuni esempi recenti e significativi, dinanzi ai quali non si può che prendere atto che la Comunicazione è ormai morta:

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Archiviato in:banche, Chiesa, comunicazione, comunicazione istituzionale, crisis management, politica, potere

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