Marketing Park

Una boccata d'aria pura nel sempre più fumoso e caotico mondo del Marketing! Dal 2006.

Non c’è pubblicità che tenga!

Ecco alcuni casi pratici in cui ogni sforzo di fidelizzazione va a farsi benedire.

  • Discrepanze sostanziali tra il prezzo esposto e quello che appare poi sullo scontrino? A chi non è mai capitato? Doverlo poi constatare puntualmente sempre con lo stesso gruppo della grande distribuzione (che comprende iper ma anche medi punti vendita di quartiere) mi fa sospettare che la cosa sia sistematica e per nulla casuale. Se ne occupò pure Striscia la Notizia anni fa, ma l’azienda fece passare la faccenda come episodica ed ampiamente corretta.  Posso tranquillamente confermare che oggi, costretta dalla fretta ad entrare in uno di quei supermarket, ho riscontrato che le vecchie abitudini purtroppo persistono.
  • Altra storia è il resto che non “quadra”, quasi sempre a discapito del cliente, of course. Ormai ci cascano tutti, pure i commercianti insospettabili.  Da tempo, monete e monetine me le faccio disporre tutte sul banco, le conto senza toccarle. Manca sempre “qualcosa” e quel qualcosa a volte è stato davvero clamoroso, credetemi: 10 o addirittura 20 Euro!

Annunci

Archiviato in:commercio, comunicazione, gdo, pubblicità

Quella mano fatata

Il visual merchandiser è, all’interno di un punto vendita della GDO, lo specialista dell’allestimento e dell’esposizione della merce. Il successo nelle vendite di un prodotto si deve in parte anche a lui, per come lo avrà evidenziato nel mare magnum delle proposte e delle offerte.

Il posizionamento fisico di un bene nei negozi è roba strategica, non si improvvisa. Dietro ogni addetto c’è sempre un training aziendale, è ovvio, affinchè “assorba” quella indispensabile dose di corporate identity che lo farà lavorare in linea con la visione aziendale. Tra questi, però, eccellerà chi saprà metterci pure del suo, quel pizzico d’ingegno che farà apparire ai vostri occhi come indispensabile o imperdibile quel prodotto che non avevate minimamente previsto di acquistare.

Di sicuro dev’essere un genio, ho pensato stamattina, quel v.m. che ha sistemato le scatolette di crauti proprio accanto ai wurstel!
Infatti, chi fa la spesa, ben sa che i due alimenti vengono venduti in reparti diversi: scatolame e banco frigo. Nel bailamme degli acquisti poi è difficile associarli al volo, benchè rappresentino un’idea di pasto valida e veloce da preparare.

Archiviato in:commercio, corporate identity, gdo, Marketing, visual merchandising

Drunk advertising

Chi opera nella Comunicazione è sempre attento (o perlomeno dovrebbe esserlo) all’evoluzione delle lingue, ai gerghi giovanili, ai neologismi (soprattutto quelli legati alla nascita – ad esempio – di nuove tecnologie e strumenti). Ci sono poi termini lessicali che, quando abusati o superati da altri trend, perdono efficacia.
Eppure, nella grande distribuzione ed in certi contesti commerciali persiste da anni – suscitando, pare, medesimo fascino sui consumatori – l’utilizzo dei superlativi (“offertissima”, “scontatissimo” etc.) e l’esibizione di prezzi strategicamente “limati” di un centesimo (0,99 – 9,99 – 19,99) per mantenerli entro la decina inferiore perchè ciò conferisce parvenza di risparmio.
Anche volantini e depliant hanno una grafica pressocchè immutata da decenni, traboccano di prodotti “civetta” (sono quelli che servono ad attrarre in negozio la potenziale clientela salvo poi scoprire che sono puntualmente esauriti), sono volutamente caotici, anzi ipnotici. A leggerne tanti, tutti assieme, si rischia l’ubriacatura!

Archiviato in:comunicazione, gdo, Marketing, pubblicità

Archivio post

The Best From The Past

I post più letti oggi

Più votati

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: