Marketing Park

Una boccata d'aria pura nel sempre più fumoso e caotico mondo del Marketing! Dal 2006.

Consigli non richiesti #6

Molti quotidiani italiani, nella loro versione online, impongono limitazioni d’accesso ai loro archivi. In pratica, salvo rare eccezioni, se si vuol leggere un numero intero o un singolo articolo risalente a qualche mese/anno fa bisogna prepararsi ad un vero tour de force. Le testate bresciane, ad esempio, prevedono non solo la registrazione utente ma anche varie forme di abbonamento. In un caso, pur pagando, risultano accessibili solo i documenti pubblicati negli ultimi 6 mesi. Queste limitazioni, a mio avviso, nuociono proprio ai giornali locali (di per sè già di nicchia) perché ne riducono la popolarità anzi, ne annullano la visibilità in Rete, in quanto non linkabili dai siti/blog nè raggiungibili dai motori di ricerca. Aprirsi al World Wide Web favorirebbe la circolazione dell’informazione, la notorietà dei giornalisti e delle testate, la diffusione di fatti ed eventi locali che spesso rimangono sconosciuti ai più.
Qualcuno potrebbe obiettare motivi di costi (spazio occupato sui server, banda, manutenzione etc.) però, nel caso di .pdf, gli spazi pubblicitari restano visualizzabili come sulla copia cartacea, quindi perpetui nel tempo. Gli inserzionisti sono consapevoli che già entro poche ore dall’uscita nelle edicole nessuno guarderà più la loro pubblicità, figuriamoci qualche mese dopo. Gli editori potrebbero chiedere a loro un eventuale obolo in più per far fronte alle spese vive che la presenza in Internet comporta, in cambio dell’eternità (o quasi).

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Peripezie di un abbonato

Alcune settimane fa presi atto che la ricezione di due noti magazine italiani si era praticamente arenata, e ne scrissi un post. Ieri ho deciso di ricontattare il Servizio Abbonamenti nonché il Dir. Marketing dell’editore, esponendo le mie perplessità e qualche suggerimento per superare l’inefficienza di chi dovrebbe provvedere puntualmente alle consegne. Il Direttore, come speravo, si è mostrato particolarmente attento e mi ha prontamente risposto.

Gentile signora Zingone,
dalle sue parole si evince che le copie, sebbene regolarmente spedite, non le siano pervenute.
A questo proposito la invitiamo ad indicarci se preferisce la rispedizione o la proroga per le stesse, disporremo quanto necessario su sua indicazione.

Questo, in concreto, è tutto quel che possiamo fare, al di là dell’eventuale variazione dell’indirizzo di spedizione che resta una possibilità.
L’applicazione di proroghe o reinvii determina un reclamo alla direzione generale delle Poste, siamo però i primi a dubitare che tali segnalazioni possano sortire esiti apprezzabili.

Le sue argomentazioni richiederebbero lunghi approfondimenti, considerazioni generali sul nostro paese, sui servizi minimi che dovrebbero essere garantiti, per ragioni di opportunità le rispondiamo in maniera piuttosto schematica e ce ne scusiamo.

Per quanto concerne i servizi in abbonamento, sottolineiamo che ai vantaggi (risparmio e comodità di ricezione) corrisponde essenzialmente uno svantaggio che riguarda i tempi di ricezione della copia, che privilegiano sempre l’acquisto in edicola.
Il motivo è semplice: in edicola le copie ci arrivano con i corrieri (ed il prezzo di copertina ne risente), gli abbonati vengono raggiunti tramite le poste.
Questo discorso non è limitato alle nostre pubblicazioni, tutta l’editoria italiana funziona allo stesso modo con alcune rarissime eccezioni (la rivista Xxxxx, arriva prima agli abbonati che in edicola, Xxxxxxxx con sovraprezzo, riesce a pervenire in linea con le uscite edicola).

Per quel che concerne gli avvisi di giacenza lasciati in casella con relativi disagi per i clienti, confermiamo che tale malcostume risulta già segnalato: è comprensibile che per gli addetti alla distribuzione sia faticoso consegnare riviste a volte assai corpose (è il caso di Xxxx), a maggior ragione laddove le copie da consegnare siano numerose, non è peraltro accettabile che tale problema organizzativo ricada sui clienti.

Infine, relativamente al suo consiglio sulla consegna di coupon atti al ritiro delle copie in edicola, la informiamo che tale sistema risultava in uso anni fa: fortemente osteggiato dagli edicolanti che invece di danaro contante si ritrovavano in mano questi coupon, spesso oggetto di continue vertenze con editori poco seri.

Detto questo, e per non darle l’idea che si giuochi allo sport nazionale italiano, lo scarico del barile, le confermiamo che, quale sia il motivo scatenante i mancati recapiti, siamo sempre noi a farci carico delle copie perse, rovinate, in ritardo.

La ringraziamo delle sue segnalazioni, del garbo e della cortesia con la quale le ha avanzate: il patrimonio di qualsiasi società commerciale sono i suoi clienti, anche se alcuni sono più preziosi di altri.

In attesa di un suo riscontro in merito alle copie non ricevute,
colgo l’occasione per porgerle Distinti Saluti

………………………

Dalla missiva si evince che, almeno a breve, le modalità di spedizione rimarranno in pratica le stesse e con esse i problemi finora riscontrati. E’ indubbio che gli editori qualcosa se la dovranno pur inventare, prima o poi, per riconquistare la fiducia degli abbonati. La formula va rivista altrimenti non ci sarà gadget o sconto che tenga.

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Consigli non richiesti #4

Premessa
Abbonarsi ad un periodico cartaceo sta diventando sempre più sconveniente. Allettati da pseudo sconti ed omaggi vari, talvolta è difficile rinunciare alle proposte degli editori, perdendo di vista poi quello che dovrebbe essere il fine unico dell’operazione: riuscire ad avere tra le mani una copia fresca di stampa della propria rivista preferita (magari con qualche giorno di anticipo rispetto all’uscita in edicola) e comodamente consegnata a casa.

Il fatto
Negli ultimi anni, però, nel lungo percorso che va dalla casa editrice a casa mia puntualmente qualcosa sembra spezzarsi. Sarà colpa dei servizi postali? In effetti fino a circa 18 mesi fa i tomi dovevo addirittura prelevarmeli io presso l’ufficio postale perché nella mia cassetta delle lettere trovavo solo l’avviso di giacenza. Era per me estremamente seccante dover affrontare le solite code agli sportelli per ogni singolo ritiro, anche perché non previste dal contratto. In tempi recenti la cosa è degenerata, in quanto sia delle riviste che degli eventuali avvisi non vi è più neanche l’ombra. Per una testata (la cui adesione porta la data di Novembre) ho già segnalato al servizio clienti di aver ricevuto finora solo il numero di Gennaio, con pure un mese circa di ritardo. Sono quindi testimone diretta dell’ennesimo eclatante caso di Marketing Interruptus!

La soluzione
La sempre più frequente mancata consegna del bene già prepagato, seppur con tutte le garanzie del caso (è comunque prevista la possibilità di prolungare gratuitamente l’abbonamento per recuperare le copie mai ricevute) dovrebbe far riflettere gli editori in merito alla attualità della formula finora adottata, la cui validità è strettamente correlata all’efficienza del servizio di recapito.
Perché non superare questo non trascurabile empasse inviando agli abbonati non riviste bensì coupon per prelevare puntualmente le copie in edicola?

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