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La televisione è morta, ma tutti fanno finta di niente

di Andrea Sparvoli – Direttore Responsabile del mensile MARK UP

Una sera di luglio mi sono fermato a guardare in tivù, fra un diluvio di repliche, una premiazione dove alcuni personaggi, sempre gli stessi, Conti, Costanzo, Vespa, Lasorella ecc., si intervistavano e complimentavano a vicenda con battute autoreferenziali. Mi sono chiesto: davvero qualcuno crede che la gente guardi questa roba? Era come un’allucinazione, un balletto di fantasmi provenienti da mondi dimenticati. Il programma era infarcito di spot da centinaia di migliaia di euro, che qualche investitore aveva pagato.Ho molti amici che da anni non guardano più la televisione. O, meglio, come tanti, gettano un’occhiata distratta qua e là mentre fanno altro. E voi? Da quanto tempo non vi mettete davanti al televisore per vedere qualcosa di preciso, un programma, un talk show, un varietà? Tutti dicono che i palinsesti sono terribili, i programmi disgustosi. Non per snobismo. Nessuno di noi, per nessun motivo, parla mai di programmi televisivi con amici o in occasioni sociali. Non vale più la pena parlarne.
Tutto è sceso a un livello così basso e idiota che ci si vergogna a nominarla. Possibile che nessuno se ne sia accorto? Perché questa è la cosa veramente fondamentale: la televisione ha cessato di essere un fenomeno sociale, una forma di entertainment. è diventata qualcosa di cui vergognarsi. Molti la evitano. Molti hanno cessato di nutrire verso di essa la minima forma di curiosità. La televisione non rappresenta più niente e nessuno. Non incide più sui programmi del tempo libero, né delle famiglie, né degli individui. Non interessa più nessuno se non quelli che ci lavorano e ci lucrano sopra.
A tutti gli altri “non gliene può fregare di meno”. Per anni la gente ha comprato i videoregistratori, ma solo per guardare i film in cassetta, come ora il Dvd. Conoscete qualcuno che registri qualche programma televisivo? Poi ci hanno riempito la testa con internet. Dovevano arrivare immagini da tutto il mondo. Ma solo ora la banda larga comincia a funzionare e comunque in mezza Italia non c’è. Solo qualche fanatico nel globo si scambia spezzoni di televisione da un paese all’altro. Adesso ci bombardano con le “tecnologie mobili”. Ma le uniche immagini che corrono sui telefonini sono quelle erotiche o di ragazzi ciucchi e “fumati” delle discoteche.
La televisione “on demand”? Peggio che andar di notte. Non ha mai funzionato, ma insistono a dirci che sarà la televisione del futuro. Un giorno sì e uno no arriva qualche trombone a parlarci della tivù interattiva. Ma dove? Ma quando? Anche ammesso che tutte queste meraviglie decollino, esse valgono comunque zero se nessuno le compra.
I guru delle tecnologie si riempiono la bocca con i “contenuti”. Ma se i contenuti sono orripilanti o demenziali, chi li compra? Se poi fossi in grado di accedere a film e programmi televisivi in digitale da tutto il mondo, selezionando ciò che m’interessa e incorporandolo nella memoria del computer, diventerei il provider di me stesso e i guru delle tecnologie dove prenderebbero i loro guadagni?
La “rete” per i giovani è molto più importante e utile della televisione. I giovani non guardano la televisione. Pensate che qualcuno fra i 12 e i 30 anni in queste sere d’estate abbia trascorso anche una sola sera davanti al televisore? Se c’è, fatemelo conoscere, lo eleggeremo fenomeno dell’anno.Per larghissime fette di popolazione “guardare la televisione” è ormai un passatempo démodé, roba per vecchietti e pensionati rincitrulliti. L’idea stessa di aspettare una settimana per vedere la puntata di un programma è una cosa assurda. è questa la terribile realtà del “vissuto televisivo”.
La televisione “continua ad andare” come il frigorifero, la lavatrice, l’aria condizionata. Ma nessuno la “guarda” veramente. Che gli editori televisivi privati e la tivù di Stato facciano finta di niente è normale. Che le agenzie di pubblicità, i centri media, le case di produzione facciano lo stesso è comprensibile. Ma gli imprenditori che finanziano tutto il sistema perché lo fanno?
Serate a ecto-plasma.

– Nel cadavere tivù vengono iniettati miliardi di euro in campagne senza impatto e senza risultati: i consumi continuano a calare, il 90% dei nuovi prodotti continua a fallire.
– Quando si potrà guardare in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo, un film o un programma proveniente da qualsiasi parte del mondo, la televisione sarà un reperto dell’età della pietra.
——
Ringrazio per la gentile concessione A. Sparvoli per Mark Up (http://www.mark-up.it/)

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