Marketing Park

Una boccata d'aria pura nel sempre più fumoso e caotico mondo del Marketing! Dal 2006.

Resume

L’estate quasi conclusa – a differenza delle precedenti – non ha offerto spunti degni di riflessione a me che solitamente dedico queste pagine al tormentato (ormai) mondo del Marketing. Brutto segno. Sul fronte dell’e-commerce l’ultima novità è il debutto dello shopping online di Zara, ovvero il fashion dai prezzi accessibili (cosa non da poco in tempi di crisi), annunciato per domani 2 Settembre. Tra le tante cose lette e scritte nelle ultime settimane, salverei una dichiarazione di Giampiero Mughini al quotidiano Libero: “Leonardo Sciascia aveva scritto, non ricordo più se trenta o quarant’anni fa, che se uno usciva di casa a incontrare una persona intelligente, doveva prima passare attraverso sette cretini. Uno a sette. Nel tempo della comunicazione di massa, e soprattutto di quella comunicazione rapida e aperta a tutti online, quella proporzione è cambiata drasticamente. Se ti vuoi imbattere in un giudizio ragionato su Internet, devi passare attraverso decine e decine di imbecillità e carognate”. Come dargli torto? Colgo l’occasione per fare gli auguri a chi ha appena inaugurato il suo blog, che stimo da tempi non sospetti. Un “grazie”, infine, a Patrick Jane e Jack Bauer per la sempre piacevolissima compagnia (per il resto, la tv è rimasta inesorabilmente spenta).

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SN e metafore acquatiche


Mi ero data 3 mesi per testare Friendfeed. Ci sono entrata in punta di piedi. Ho osservato lo scorrere di quel torrente, fatto di parole e pensieri, talvolta immergendoci la punta del dito come una bambina, per vedere l’effetto che faceva.
Un mezzo antropologicamente interessante, ma di social network (umanamente e professionalmente) si può pure fare a meno. Almeno per me è stato sempre così.

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Time machine

Settembre 2007 – Dicembre 2009
Due anni e poco più di volontario esilio dalla Rete e, in particolare, dalla blogosfera italiana che a quel tempo sembrava piegarsi su sè stessa, sotto il peso di improbabili classifiche, di discussioni  infinite e tediose (ricordate quella sulla cosiddetta “coda lunga”?) e dell’avvento dei social network.
Al rientro ho trovato qualcosa di diverso da allora (sul Web, si sa, il tempo scorre in fretta, più che altrove): molti blog che seguivo non ci sono più; lo scambio link (anche se supportato da stima) non è più usanza; la buona pratica per chi cura un blog di rispondere ad ogni commento, allontanare i troll e non dare spazio agli anonimi (se provocatori e senza valore aggiunto) si è ridotta al lumicino;  i post si discutono altrove (es. ff o Twitter), sempre meno in calce, dove si dovrebbe. Circolano meno idee, meno visitatori e meno parole: il trend è rappresentato dai famigerati 140 caratteri. L’attenzione insomma è frammentata. A chi giova? La situazione socio-economica è sotto gli occhi di tutti e qualcuno nel frattempo si è reimpiegato. Qualcun altro ha fatto addirittura scelte più drastiche ma salutari, come il downshifting. Molti miei affezionati lettori si sono accorti subito della ripresa delle attività su queste pagine, nonostante il trasloco su WordPress (thanks!); altri han finto di avere memoria corta. Anyway.
Il futuro dell’informazione, online e non, è ancora tutto da scrivere. Il blogging non è morto ed i i social network, se ci pensate bene, sono ancora tutti in testing, nulla cioè è già deciso o decisivo.
Allons-y!

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