Marketing Park

Una boccata d'aria pura nel sempre più fumoso e caotico mondo del Marketing! Dal 2006.

Ridateci Hit Parade*

Un tempo misuravamo il gradimento di un artista con strumenti concreti, certi, inequivocabili, dimostrabili ed incontestabili.
Essi erano:

  • numero di dischi venduti (ovviamente)
  • licenze vendute all’estero
  • tempo di permanenza nelle chart
  • iscritti (paganti) ai fan club
  • ticket venduti per le esibizioni live
  • interviste, copertine ed articoli nei media, soprattutto se sulle testate più prestigiose.

Oggi per emergenti e quasi sconosciuti si tende troppo spesso a parlare in termini di numero di “amici” iscritti nei social network. Una etichetta discografica che fa vanto di un pugno di nickname, siatene pur certi, sta solo grattando il fondo del barile. Il web non è sempre sinonimo di “glasnost“, e quello che appare sotto gli occhi di tutti si rivela essere la sempre cara, vecchia foglia di fico per wannabe celebrities.

*storica trasmissione radiofonica della Rai dedicata alle classifiche musicali di vendita in Italia.

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Archiviato in:industria discografica, musica

Consigli non richiesti #1

  • Il libero sharing di video musicali contribuisce indubbiamente alla popolarità degli artisti, soprattutto se di nicchia o ancora poco noti. Perchè negarsi questa chance disattivando la funzione “incorpamento” nei post? Per qualche contatto in più sulla propria pagina web? Peccato.
    Qui un recente esempio.
  • Il repentino aumento del volume audio nei passaggi pubblicitari tv (già oggetto di attenzione da parte dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), comincia a toccare pure i canali televisivi dedicati ai più piccoli, procurando talvolta disagio e inquietudine. Trattandosi poi di spot relativi a beni di consumo per l’infanzia (giocattoli, merendine e cibarie varie) ciò potrebbe provocare nei bambini una reazione idiosincrasica verso l’oggetto reclamizzato, in quanto associato ad un momento sgradevole.
    Certi geni del Marketing non smetteranno mai di stupirmi!

Archiviato in:bambini, beni, file sharing, Marketing, musica, pubblicità, spot, TV, video musicali

Dei massimi sistemi (musicali)

Stamattina in radio passavano Open Your Mind degli U.S.U.R.A. (progetto Italian dance anni ’90 di grande successo).  Mi è bastato niente per fare due conti, alla vigilia del Midem poi, l’appuntamento invernale più atteso dall’industria discografica mondiale (a proposito, quest’anno non ci andrò e me lo dovrò far raccontare).

Gli “Anni Zero” appena conclusi non hanno prodotto alcuna novità, in termini di generi.
I prolifici “Eighties” rimarranno, mi sa, imbattuti a lungo (new wave, electro pop, albori della house etc.);  i Novanta resteranno nella storia perchè hanno visto per lo più la nostra Italia protagonista indiscussa (techno, progressive, spaghetti house, dance d’esportazione).

Cosa potrà mai segnare il decennio musicale che ci attende?

Forse tanto. Forse niente.

Come scriveva un tempo Jovanotti: “è sempre la stessa canzone che va, da 1200 anni fa”? Oppure l’italico ingegno riuscirà anche stavolta a lasciare il segno?
Da chi da 20 anni riesce a vendere la techno ai tedeschi (patria dei Kraftwerk)  mi aspetto ancora il gran guizzo.

Archiviato in:Anni Zero, midem, musica

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