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Rassegne stampa addio?

La Finanziaria 2007 prevede, tra le tante cose, anche modifiche alla legge sul diritto d’autore introdotte con il decreto legge 262 del 3 ottobre 2006, che ha stabilito l’obbligo del pagamento di una tassa per la riproduzione di articoli di attualità senza scopo di lucro, contrariamente a quanto prevedeva la precedente formulazione sul diritto d’autore che poneva come unico obbligo la citazione della fonte.
Ciò vuol dire che, anche i siti web aziendali che al loro interno ospitano rassegne di articoli che li riguardano (recensioni, interviste etc.) dovranno corrispondere un tot agli editori.
Il provvedimento del Governo (per l’esattezza il primo comma dell’articolo 32 del capo IX del decreto legge 3 ottobre 2006 n. 262, recante “Disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria”, con cui sono state anticipate alcune delle misure previste dal disegno di legge finanziaria 2007) sta suscitando molta indignazione.

Punto Informatico sta seguendo con attenzione la vicenda ed è di oggi l’intervista a Carlo Gubitosa di Peacelink il quale ha promosso una sottoscrizione popolare per l’abolizione della suddetta tassa. Chi fosse interessato ad aderire all’appello può farlo qui.

Io l’ho già fatto, affinchè la comunicazione sul Web non venga ulteriormente mortificata anche con una tassa ingiusta e, per dirla come quelli di Punto Informatico:

No al pizzo sulle rassegne stampa!
Aggiornamento del 12/10/2006
Il sito della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Padova ha segnalato questo mio post auspicando un costruttivo confronto tra gli studenti.
Anche su Mlist ne stiamo discutendo.

Archiviato in:diritto d'autore, rassegne stampa

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