Marketing Park

Una boccata d'aria pura nel sempre più fumoso e caotico mondo del Marketing! Dal 2006.

Consigli non richiesti #2

Il mestiere del comunicatore in tempo di crisi

  • Dimmi come comunichi e ti dirò chi sei. Sono anni questi in cui forma e sostanza tendono sempre più a combaciare. Le aziende le decifri subito, bastano pochi maledetti dettagli. L’abito oggi fa davvero il monaco, con buona pace degli antichi che enunciavano il celebre proverbio.

  • Gli equilibrismi a cui sono spesso costretti P.R. ed uffici stampa troveranno sempre meno riscontri. C’è fame di inserzionisti, tira una brutta aria, si naviga a vista, e può capitare di vedersi pure chiedere “prima vedere cammello”!

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P.R. today

Nelle Relazioni Esterne, oggi, è meglio metterci la faccia o nascondersi dietro un dito?
Secondo il vostro immaginario e/o esperienza, un buon P.R. cosa sceglierebbe?
Attendo i vostri graditi commenti.

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Mission is possible

Il marketing dei “prodotti” che…respirano!

In taluni settori professionali l’indice di gradimento e la simpatia sono fondamentali. Ad esempio, i personaggi dello showbiz o della politica esistono perchè (e finchè) la gente li vorrà e li cercherà, per quel processo di ammirazione ed identificazione che non può essere ignorato.
La comunicazione verbale e non conta parecchio, ma fondamentale risulta l’essere seguiti da professionisti in grado di filtrare e gestire al meglio le informazioni che li riguardano.
Da amante delle sfide e non delle cause perse, ho potuto ottenere i risultati migliori lì dove le persone, prima ancora che i personaggi, accettavano a priori con un minimo di flessibilità e collaborazione poche ma fondamentali regole per non compromettere il mio lavoro di comunicatrice, pur rispettando personalità, lifestyle ed attitudini di ognuna di esse.
La piena gestibilità di persone, situazioni ed eventi, è la chiave insomma che può davvero determinare il successo d’immagine o di un’azione promozionale.

La cronaca però spesso ci racconta di casi macroscopicamente impossibili.

In questi giorni la Paramount ha annunciato, dopo 14 anni di felice sodalizio, il licenziamento di Tom Cruise a causa di “comportamenti inaccettabili” dell’attore.
Già in Gennaio, i lettori del britannico Empire lo avevano eletto “divo più antipatico” e, di recente, un nuovo sondaggio svolto da Yahoo!Entertainment su chi sia l’amico ideale, lo ha visto classificarsi all’ultimo posto.
Inoltre, in concomitanza dell’uscita nelle sale di “Mission Impossible 3” (le cui riprese erano state già precedute da inquietanti episodi), l’attore ha fornito ai media molte nuove occasioni per gettare ombre sulla sua vita personale che di conseguenza hanno coinvolto anche la sua immagine pubblica legata indiscutibilmente al lavoro che la sua casa di produzione remunerava peraltro generosamente. Trattasi comunque di “esuberanze” difficilmente contenibili per qualunque p.r.
Già in passato studios ed etichette discografiche si sono trovate a dover allontanare artisti divenuti ingombranti a causa di stili di vita discutibili o, peggio, per problemi giudiziari.

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