Marketing Park

Una boccata d'aria pura nel sempre più fumoso e caotico mondo del Marketing! Dal 2006.

E noi aspettiamo

Usa Today ha stilato l’elenco delle 25 principali scoperte scientifiche degli ultimi 25 anni.
Orbene, queste riguardano l’astrofisica, la tecnologia, la biologia, la paleontologia. Tutte cose interessanti (come il dinosauro piumato!!!) ma…sarei stata davvero lieta di poter leggere almeno un “sconfitto il virus dellAIDS” o un “debellato il cancro”. Non so voi, ma io ho trovato ciò davvero sconfortante. Ora, provate ad immaginare di leggere la stessa indagine tra altri 25 anni: cosa vi elencheranno mai? Spero non robe tipo “rinvenimento dello scheletro fossile del leggendario asino volante”! E la ricerca (quella scientifica) continua…

*Immagine tratta da Wikipedia

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L’innovazione: a volte basta poco

Quando si parla e si scrive di innovazione il pensiero ci porta subito verso cose macroscopiche, eventi eccezionali, utopie insomma.
L’innovazione di un prodotto comporta una serie di processi (rilevazione e valutazione dell’indice di gradimento e ragioni dell’eventuale scontento, ricerche di mercato, aggiornamento della linea produttiva con nuove tecnologie etc.) e di conseguenza dei costi che non tutte le aziende possono permettersi.
Talvolta stupisce che siano proprio le multinazionali (notoriamente con grandi disponibilità di risorse) a proporre ostinatamente prodotti che per formulazione e performance sono indietro anni luce.
E’ di questi giorni la polemica che ha investito il settore dei cosiddetti soft drink (molto amati dai bambini) nei quali sono state rilevate tracce di benzene. In quel caso, nonostante basterebbe riformulare la ricetta base delle bevande (sostituendo il sodio benzoato), alcuni produttori hanno dichiarato che non apporteranno alcuna variazione perchè, a loro dire, non vi sarebbero rischi per la salute pubblica.

Tra le piccole-grandi “rivoluzioni” che ho potuto riscontrare di recente vi segnalo:

  • il deodorante 24h “davvero antitraspirante” che non lascia aloni bianchi sui tessuti scuri. Era ora!
  • l’etichetta tipo tyvek dell’acqua minerale, che non si bagna e non si appiccica sulle mani;
  • l’astuccio dei Tic-Tac. Un tempo era di plastica rigida (tipo plexi) che in tasca si spaccava facendo fuoriuscire tutti i confetti. Oggi è di plastica flessibile.

Migliorare anche di poco un prodotto è un dovere verso chi sceglie.

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