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La Comunicazione e le opere di bene


In questi giorni è partita una sottoscrizione (2 Euro attraverso l’invio di un SMS) a favore degli alluvionati e quindi non posso proprio esimermi dal fare una considerzione. Il ricorso a questa semplice forma di raccolta fondi consente di raggiungere somme importanti in breve tempo, spesso sull’onda delle emozioni conseguenti ad un evento tragico di grandi proporzioni. La promozione della sottoscrizione di turno viene fatta ogni volta capillarmente, attraverso i media e con generoso passaparola da parte di personaggi pubblici e conduttori televisivi, anche sul web (testate online, social network e blog).

E dopo?

Perchè l’utilizzo dei fondi (il come ed il quanto) non viene quasi mai comunicato adeguatamente e calorosamente come lo furono le campagne di raccolta?

Io aspetto ancora di capire cosa ne è stato dei tanti milioni di Euro racimolati con gli SMS a favore dei terremotati dell’Aquila.

Nessuno me lo ha ancora raccontato, eppure i mezzi di comunicazione non mancherebbero per fare una rendicontazione (dovuta) ai tanti italiani che in quelle settimane terribili parteciparono col cuore alla missione.

Probabilmente scavando in Rete qualcosa potrei sapere. Qualcosa…forse.

E perchè mai queste informazioni dovrei cercarmele? Perchè non si dà quasi mai giusta enfasi (attraverso  i media, ma anche un semplice blog, ad esempio) all’impiego dei soldi frutto di iniziative benefiche?

Archiviato in:beneficenza, blog, Comunicazione, media, sottoscrizioni, Terremoto dell'Aquila

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