Marketing Park

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Ugly communication

Le tornate elettorali italiane, di qualunque portata, sono sempre indicatrici del grado evolutivo della comunicazione ad esse correlata.
Il bilancio, alla fine, è sempre desolante, nonostante l’avvento del Web, di canali alternativi a radio/tv e dell’imposizione di norme e regolamenti più restrittivi.  Alle affissioni selvagge, in anni recenti, si sono sommati gli SMS e le chiamate preregistrate non autorizzate (da chi purtroppo le subisce). Trattasi di comportamenti sanzionabili e la politica lo sa, però per le multe c’è sempre tempo (penserà qualcuno) e l’importante è cogliere l’attimo, al resto si baderà poi. La Rete poi offre il fianco a troppi social-improvvisati che per qualche settimana daranno a tanti l’illusione di un dialogo che si interromperà puntualmente ad urne chiuse.
I cittadini, le famiglie, interi quartieri e comunità vengono insomma tirate a destra e a manca con ogni mezzo possibile, il tutto mentre la vita pubblica sembra paralizzata come in attesa del Messia. Quello però che antropologicamente mi stupisce, e che osservo con attenzione, è la trasformazione degli individui coinvolti a vario titolo nella kermesse elettorale, come certi insospettabili conoscenti che improvvisamente scopri essere massive spammer di mail-proclami o di volantini appiccicati pure sui pali della luce!

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Consigli non richiesti #5

L’anti spam fai-da-te più easy resta il blocco del mittente molesto. Gli spammer di professione però cambiano 1 indirizzo al dì, lo sappiamo. A fronte di un nomeutente fantasioso (talvolta poche lettere digitate a caso) ho notato che i domini spesso sono gli stessi. I servizi webmail sono già in grado di veicolare certi messaggi verso la cartella spam. Perché i client di posta dei nostri pc non prevedono la possibilità di bloccare proprio i domini? Abbatteremmo certamente di parecchio il numero di junk mail.

    Archiviato in:comunicazione, e-mail, spam, webmail

    E sono tre

    La iattura dello spam, si sa, miete vittime. Solo tra gli utenti di posta elettronica? Non sempre. Anche i “generosi” provider di caselle gratuite hanno le loro responsabilità ed a loro, in primis, ne ho sempre chiesto conto. Tutto ha (e deve) avere un prezzo, si sa. Mi stava anche bene in fondo ricevere onesti messaggi pubblicitari dalle aziende collegate agli stessi provider (ai quali rilasciamo volontario consenso al trattamento dei nostri dati) ma ben 28 email in un giorno solo (con picchi anche superiori, talvolta) di phishing, viagra e robaccia varia provenienti da chissà quali server proprio no!
    La mia battaglia quotidiana contro questi abusi si è sempre risolta manualmente – sorry – con un superlavoro del recycle bin, perchè tutti gli antispam installati finora hanno funzionato poco e male, riconoscendo come spazzatura anche messaggi che non lo erano. Ricorrere a strumenti legali potrebbe rivelarsi tortuoso ed inutile. Gli spammer sono quasi sempre imprendibili e, se scoperti, si riorganizzano più feroci di prima. Lo spam è un business colossale, per tanti soggetti.
    Ritornando ai famigerati provider, a loro imputo la quasi totale mancanza di controllo (se non addirittura di peggio, ma restano solo mie ipotesi fantastiche) e non potendomi rivalere – almeno moralmente – su altri soggetti, se a seguito di mie legittime richieste di intervento (soprattutto quando trattasi di oscenità) seguono risposte vaghe o il nulla, ecco che disabilito la casella PER SEMPRE. Ciò vuol dire perdere un utente prezioso sotto ogni profilo, un individuo in meno cioè disposto a ricevere e leggere newsletter, offerte commerciali B2B/B2C e messaggi pubblicitari. Oggi ho chiuso la 3° casella di posta alternativa a quella principale. Secondo voi, chi ci ha perso?

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