Marketing Park

Una boccata d'aria pura nel sempre più fumoso e caotico mondo del Marketing! Dal 2006.

Tips and tricks

Il mondo del Marketing, da sempre, le tendenze o le fiuta o le provoca. In ogni caso, possedere una buona vista periferica (quella che sa momentaneamente escludere il focus centrale per esplorare meglio i dettagli di contorno) aiuta.  Proprio nei dettagli si nascondono profezie che, se ben interpretate, potrebbero rendere preveggente chiunque, altro che sfera di cristallo! Per capire, ad esempio, in quali settori economici si svilupperanno focolai di crisi o di speculazione, andrebbero letti i dati di scambio della famigerata Borsa di Chicago ed i futures. A casa nostra, invece, i maligni sostengono che per sapere se si sta profilando una crisi di governo e si andrà presto alle urne, si dovrebbero tenere d’occhio le sorti del Milan.  Si dice che le grandi new entry nella sua formazione generino prezioso entusiasmo nei tifosi (anch’essi elettori), entusiasmo di cui si può fare a meno in altre stagioni (= meno acquisti clamorosi) quando non sono previste importanti tornate elettorali.

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Happyness is power!

A questo mondo il potere siamo abituati a vederlo da sempre nelle mani di pochi individui, talmente pochi che potremmo quasi chiamarli per nome uno ad uno.
Il potere non ha una faccia sola. Esso si esprime in varie forme e modalità, a tutti i livelli della società e dei paesi. Ognuno di noi poi, se ci pensate bene, nel suo piccolo in qualche modo è succube o esprime potere nei confronti di qualcun altro, oppure vive entrambe le situazioni.
La conquista di talune posizioni passa spesso attraverso l’espressione della forza: fisica, del denaro, della paura, di volontà propria, di volontà di altri “ancora più forti” (nel caso di designazioni). In rare occasioni anche la fortuna, ahimè, fa il suo gioco.
Machiavelli si chiese, a proposito del potere, come conquistarlo, utilizzarlo e conservarlo. Ne Il Principe egli si interrogava se fosse più giusto essere amati o temuti. Poichè i due aspetti erano incompatibili tra loro, dovendo proprio scegliere egli suggerì (al fine di mantenere a lungo la leadership) che sarebbe stato più opportuno essere temuti. Non a caso, tutti i grandi tiranni della storia hanno potuto avere ruolo grazie al terrore che esercitavano sui loro popoli.
In una società moderna e democratica però sarebbero impensabili coercizione e violenza fisica per piegare gli individui alla volontà altrui. Nella quotidiana partita della vita è piuttosto tutto un continuo “do ut des” col prossimo, anch’esso assimilabile al potere. Più che la paura, oggi, potrebbe far leva la felicità. C’è fame di felicità oggi, gli individui ne provano sempre meno perchè anche le gioie semplici di un tempo (lavorare, formare una famiglia, comprare una casa etc.) sembrano diventate per molti di colpo irraggiungibili. Lo sanno bene le aziende ed il Marketing. Io però non mi riferivo ai “paradisi artificiali” propinati dal mondo della pubblicità o in campagna elettorale, bensì alla felicità autentica che si sprigiona nelle persone al raggiungimento di un obiettivo o alla risoluzione di un piccolo o grande problema esistenziale. Il “dispensatore di felicità” insomma, chiunque esso sia ed in qualunque contesto operi, riuscirà davvero a conquistarsi lo “scettro del potere”, senza doversi neanche porre i machiavellici quesiti di cui sopra per conservare a lungo il consenso.

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La Teoria del gatto

Anni fa, dopo la prima lettura di un libro di Diritto Privato ed uno di Diritto Internazionale, provai a fare un elenco delle sezioni (per argomento) che mi erano subito entrate in testa, delle quali cioè potevo già disquisire in caso di “interrogazione”. Stranamente avevano tutte a che vedere con la tutela dei beni, segno che – quando un argomento ci tocca da vicino dal punto di vista pratico (pecunia) – le nostre risorse intellettive si attivano tutte!
Bene? No, male. Perchè di un contesto specifico bisogna apprendere tutti gli aspetti che ne fanno parte, anche quelli che apparentemente non ci riguardano.

Adoro i gatti. Ne ho sempre avuti e chi come me ne ha portato almeno uno in casa sa che hanno un atteggiamento “standard” appena introdotti nel nuovo habitat. In genere, all’arrivo, gli si fa trovare una ciotola di cibo (serve a rompere gli indugi coi nuovi “padroni”), un posticino accogliente (cuccetta o altro) ove riposare e gli si mostra dov’è la lettiera. Il gatto in pochi istanti apprende subito come e dove soddisfare i suoi bisogni primari ma ciò non gli basta. Intraprende immediatamente un tour della casa seguendo accuratamente il perimetro dell’abitazione (per capire entro quali confini vivrà), per poi annusare con cautela anche tutto ciò che vi è dentro (mobili, oggetti, persone etc.).
Solo una volta appurata la natura del luogo è in grado di potersi muovere con disinvoltura perchè sente di avere tutta la situazione sotto controllo.

Anch’io, appena arrivata in un’azienda avevo cura di chiedere subito una “guida” che nel mio primo giorno di lavoro mi illustrasse tutti i processi aziendali e le persone addette ai vari compiti. Questo mi consentiva di farmi subito un’idea di quali fossero le risorse a cui rivolgermi e di estrapolare “valori” sui quali lavorare (fondamentali per la Comunicazione).

In tempi recenti ho seguito il training di 25 neoassunti (dal responsabile alle cassiere, fino alla security, per intenderci) di un negozio monomarca di imminente apertura. Nonostante il mio intervento fosse previsto al 3° giorno (per quanto concerneva Comunicazione e Marketing), non volli perdermi le altre sessioni (8 ore in aula x 5 giorni), al fine di comprendere le personalità dei ragazzi ed intravvederne potenzialità o lacune perfettibili, come mi fu caldamente raccomandato dal Direttore Commerciale.
In quella settimana di teoria pura (alla quale seguì una settimana di pratica in 2 dei punti vendita della catena) si esplorarono tutte le problematiche del negozio, dalla sicurezza al posizionamento dei prodotti, dalla contabilità al risparmio energetico, nonchè l’aspetto del personale e l’atteggiamento verso le varie tipologie di cliente etc.
All’apprendimento della vastità di argomenti si appassionarono tutti. La Direzione, infatti, intendeva in quel modo responsabilizzare e sensibilizzare all’intera vita del negozio anche quelli addetti a talune mansioni specifiche (come magazzino o casse), solitamente esclusi da tutto ciò che accade nel perimetro di vendita. Quando nella settimana successiva furono introdotti in negozio per la pratica sul campo, essi erano in grado di muoversi con un’autonomia del 90%, sebbene seguiti costantemente da colleghi già esperti.

Technorati

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